SEZIONE G

G 494 e AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Rodilegno rosso*** (Cossus cossus ; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con C capo e due macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie da cui fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. le r ti M u Eriofide dell erinosi del noce* (Aceria erineus ; Acar. Eriof.). Determina la comparsa di bollosità, del diametro di circa 1 cm, sporgenti sulla pagina superiore, con feltrosità della parte concava, dapprima biancastra e infine rugginosa, costituita da fitti peli ipertrofici fra i quali si annidano le varie forme di sviluppo dell eriofide. DIFESA: non necessaria. C c g d c I n p D ti Eriofide galligeno del noce** (Aceria tristriatus ; Acar. Eriof.). Provoca la comparsa di numerose piccole galle, del diametro di qualche mm, inizialmente verdi quindi giallastre ed infine rossastre, sporgenti su entrambi le pagine fogliari e munite di un piccolo ostiolo che si apre sulla pagina inferiore. Entro la galla si trovano i diversi stadi di sviluppo dell eriofide. DIFESA: intervento sulle giovani piante con acaricidi (es. propargite). c Mal del pedale*** (Phytophthora cinnamomi, Pythium spp.; Oomycota). L infezione si manifesta con imbrunimenti e rammollimenti dei tessuti del colletto e delle prime radici. Sull apparato aereo il quadro è aspecifico con progressivo ingiallimento e avvizzimento della chioma. Il patogeno penetra da lesioni radicali. DIFESA: Occorre agire preventivamente evitando ristagni idrici e favorendo l aereazione del terreno a livello dell apparato radicale. C D ju m i s d Il s Marciume bruno del colletto*** (Phytophthora cactorum ; Oomycota). Questa specie di fitoftora attacca circa 150 generi di piante diverse causando alterazioni e disfacimenti, soprattutto nella zona del colletto del tronco. Sul noce, in realtà, possono essere isolate diverse specie di fitoftora associabili a marciume del colletto, deperimento e morte (in Italia recentemente sei specie). I sintomi iniziali della malattia consistono in lesioni, di colore marrone scuro, che hanno l aspetto di fiammature; i frutti appaiono striminziti e rimangono attaccati ai rami. I cancri entrano in attività durante la stagione calda con fuoriuscita di materiale fluido e scuro (macchia catramosa). Il patogeno può sopravvivere alcuni anni nel terreno e anche nel legno infettato in forma di oospora. DIFESA: impiego di fosetil-alluminio. f M ta p M M Antracnosi o Maculature fogliari** (Ophiognomonia leptostyla; Asc. Ascochyta ju- glandis; Asc.). O. leptostyla è un patogeno comune su Juglans regia, ma può manifestarsi anche su J. nigra. I sintomi compaiono su foglie, rami e frutti. Sulla pagina fogliare appaiono maculature dapprima piccole e isolate e poi confluenti, di colore brunastro con alone clorotico. In seguito la lamina si lacera mentre le foglie giovani appaiono increspate e accartocciate. Sui rametti le lesioni sono brunastre, di forma allungata evolventi in cancri. Sui frutti si osservano aree necrotiche isolate o confluenti che intaccano profondamente il mallo raggiungendo spesso anche l endocarpo e il seme, che atrofizza. La malattia è favorita da annate piovose e andamento climatico caldo-umido. A. juglandis si manifesta sulle foglie con macchie grigiastre depresse al centro. I tessuti colpiti necrotizzano in breve tempo. DIFESA: la distruzione dei residui vegetali infetti, sui quali si possono conservare gli organi svernanti del fungo, e l eliminazione dei rametti infetti rappresentano i principali mezzi di difesa. Applicazioni a base di rame ai primi sintomi possono limitare la malattia. G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 494 5/30/18 9:49 AM s m n D S c p a n s b F g lo

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini