SEZIONE G

io o e- a e nni a e ni ni oa a a di n e à. o mo. ia el o a ri a ta a. i, eue O Olivo (Olea europea) G 499 sottocorticali che si dipartono a ventaglio da quella materna. L insetto sverna allo stato adulto entro piccole escavazioni (covacci) praticate all ascella dei rametti. In primavera (marzo) le femmine depongono le uova entro gallerie materne a V o a Y , con bracci molto divaricati, scavate nei rami deperiti dal diametro di qualche centimetro. Le larve completano lo sviluppo in un paio di mesi per poi compiere la metamorfosi all interno delle loro gallerie e dare gli adulti a fine maggio. Questi fuoriescono aprendosi piccoli fori nella corteccia per poi alimentarsi scavando corte gallerie all ascella dei rametti e alla base del peduncolo delle olive. Nel corso della stagione si susseguono altre 2 generazioni con adulti a fine agosto e in ottobre. DIFESA: allestimento, ai primi di marzo, di fasci esca di rami della potatura per attirare le coppie e bruciarli entro la metà di maggio al fine di distruggere le covate presenti nei suddetti. Ilesino del frassino* [Leperisinus varius (5 L. fraxini ); Col. Scol.]. Gli adulti (2,5-3,5 mm di lunghezza, elitre brune macchiate di bianco) compiono corte escavazioni all ascella dei rametti. Quelli svernanti si riuniscono per scavare corte gallerie nella corteccia dei rami causando la reazione dei tessuti e la formazione di escrescenze ( rose corticali ). Queste neoformazioni possono costituire la via d ingresso degli agenti di carie. Le larve scavano gallerie individuali sottocorticali, lunghe 2-4 cm e perpendicolari a quelle materne. ®Frassino per gli aspetti biologici. DIFESA: asportazione dei rami deperiti; dislocazione di fasci di rami esca per attirare le femmine ovideponenti e loro distruzione con il fuoco prima della sciamatura degli adulti. Liotripide* (Liothrips oleae ; Tisanott. Fleotrip.). Ha adulti di colore nerastro, lunghi 1,3-2 mm. Punge foglie, fiori e drupe, causando deformazioni fogliari, colature fiorali e piccole tacche necrotiche sulle giovani olive, che ne impediscono il regolare accrescimento. Sverna con adulti riparati nei cancri causati dalla rogna e compie 3 generazioni all anno con deposizione delle uova, in gruppetti, in posizioni riparate della corteccia o sulla pagina inferiore delle foglie, lungo la nervatura. DIFESA: esecuzione di potare di sfoltimento per ostacolare lo sviluppo delle popolazioni dell insetto ed eventuale ricorso ad un intervento prefiorale o ad allegagione avventuta con l impiego di dimetoato o azadiractina. Litta (Lytta vesicatoria ; Col. Mel.). Gli adulti hanno una livrea verde metallica e sono lunghi circa 2 cm. Essi compaiono in aprile-maggio e, riuniti in grandi gruppi, divorano la vegetazione fogliare, riuscendo talora a scheletrizzare ampie porzioni della chioma. In seguito all accoppiamento le femmine depongono le uova nel terreno e le larve si sviluppano nei nidi dei bombi, nutrendosi delle loro forme giovanili e, in minore misura, delle riserve di miele e polline accumulati nei suddetti. DIFESA: intervento con dimetoato alla comparsa degli adulti sulle piante. Mosca*** (Bactrocera oleae ; Ditt. Tefrit.). l insetto più dannoso dell olivo. Il dittero compie 2-3 generazioni nelle regioni olivicole settentrionali, mentre in quelle meridionali riesce a svolgerne 6-7. Le prime infestazioni si riscontrano a fine giugno o in luglio e proseguono poi fino alla raccolta. Le femmine compiono, con l ovopositore ( trivella ), ferite nelle olive, in cui depongono un uovo. L incubazione dura 2-10 giorni, in funzione dell epoca stagionale. La larva scava una galleria nella polpa e completa lo sviluppo in 10-20 giorni, per poi trasformarsi in pupa all interno della galleria e dare il nuovo adulto dopo una settimana. Le olive danneggiate dalla mosca si alterano e cascolano, la resa produttiva è inferiore e l olio ricavato è di qualità scadente in quanto presenta alterazioni di colore, gusto amarognolo e, soprattutto, elevato grado di acidità. DIFESA: intervento G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 499 G 5/30/18 9:49 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini