SEZIONE G

O Olivo (Olea europea) e di aedi e oni o, eae o, n oe e e un r. a m o oi. n G 501 Tignola*** (Prays oleae ; Lepid. Iponom.). Gli adulti (11-14 mm di apertura alare) hanno ali grigio-argentate disseminate di punti neri. Le larve mature (7-8 mm di lunghezza a completo sviluppo) sono color grigio-nocciola, con capo bruno e placca toracica con due macchiette nere, talora molto estese e fuse tra loro, mentre l addome è percorso longitudinalmente da due fasce laterali (una verdastra e l altra giallastra) e altre due submediane di colore olivastro. Compie 3 generazioni all anno: la prima fillofaga, la seconda antofaga e la terza carpofaga. Le larve della prima generazione scavano dapprima una galleria filiforme, quindi a C o a piazzola e, dopo l inverno, escono dalla mina per compiere erosioni sulla pagina inferiore. Le larve della generazione antofaga divorano le mignole, mentre quelle della generazione carpofaga forano le olive, in corrispondenza del punto di attacco del peduncolo, e penetrano nel nocciolo per divorarne la mandorla. Le olive infestate cascolano. DIFESA: intervento in giugno-luglio, prima dell indurimento del nocciolo e con ovodeposizioni o fresche penetrazioni larvali su almeno l 8-10% delle olive campionate, impiegando dimetoato o azadiractina. f Brusca parassitaria* (Marthamyces panizzei, syn. Stictis panizzei ; Asc.). Colpisce le foglie, causandone disseccamenti parziali, apicali o marginali, di colore rosso-mattone poi bruno-cenere, a contorno ben definito. Nella pagina inferiore si differenziano i picnidi, che producono i conidi responsabili della diffusione della malattia in autunno, in presenza di umidità e temperature elevate; in autunno-inverno si sviluppano sulla pagina superiore le fruttificazioni sessuate (apoteci), di colore nero, contenenti aschi e ascospore, che producono micelio saprofitico da cui si sviluppano i picnidi. Disseccamenti fogliari simili, ma privi di fruttificazioni, possono essere determinati da condizioni di stress idrico (da venti asciutti) e in tal caso si parla di brusca non parassitaria. DIFESA: non sono richiesti in genere interventi specifici, in quanto risultano efficaci quelli eseguiti contro altre malattie fungine (con rame). G Carie del legno* (Fomitiporia punctata, Fomes spp., Trametes versicolor, Trametes o n cr a o r hirsuta, Perenniporia medulla-panis, Stereum hirsutum, Coriolopsis gallica ; Asc.). Denominata anche lupa, è causata da diversi basidiomiceti e colpisce numerose piante arboree e in particolare l olivo. Interessa la ceppala, il tronco e le grosse branche, il cui cilindro legnoso va soggetto a un graduale processo di deperimento esteso anche alla corteccia. Ciò determina uno stato di sofferenza della pianta, con ingiallimenti della vegetazione, filloptosi, disseccamento di rami e branche. Un altra conseguenza può essere la riduzione della resistenza meccanica della pianta. In corrispondenza delle parti colpite, compaiono corpi fruttiferi mensoliformi. I patogeni sono per lo più parassiti da ferita, che invadono la pianta attraverso grossi tagli di potatura, lesioni meccaniche o da eventi atmosferici, erosioni di insetti, che possono anche fungere da vettori. DIFESA: è basata su misure preventive come evitare di lesionare le piante e proteggere eventuali tagli o ferite con mastici disinfettanti. Nel caso di piante colpite può essere utile asportare il legno cariato (slupatura) e disinfettare la parte sana con fungicidi o con il fuoco. n al i. . Fumaggine* (Capnodium spp.; Asc., an. Alternaria spp., Cladosporium spp.). Può interessare diversi fruttiferi, fra cui in particolare agrumi e olivo. Consiste in una efflorescenza fuligginosa, molle e untuosa o secca, crostiforme, che ricopre tutti gli organi aerei della pianta ed è costituita dall intreccio miceliale dei diversi funghi coinvolti, la cui differenziazione è favorita dalla melata secreta da fitofagi (specie da cocciniglie) G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 501 5/30/18 9:49 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini