Olmo

O Olmo (Ulmus campestris, U. montana) ci e ne a lio e, ei à mo, e e o a a nri se m. aa e e li s a ie ei o e a; e o- di ie ci - G 505 associated virus 5 OLYaV, fam. Closteroviridae). In piante di olivo con sintomatologia non sempre ben definita, consistente più che altro in raccorciamento degli internodi, presenza di scopazzi, ingiallimento e clorosi fogliare, occasionalmente sono stati riscontrati fitoplasmi appartenenti ai gruppi tassonomici del giallume dell astro, della malattia X del pesco, del giallume dell olmo e dello stolbur. DIFESA: realizzazione dei nuovi impianti con materiale di propagazione sano. Olmo (Ulmus campestris, U. montana) i Afide delle galle crestiformi* (Eriosoma pyricola ; Rinc. Afid.). L afide compie un ciclo molto simile a quello di Eriosoma lanigerum e forma galle appiattite il cui aspetto crestiforme ricorda la cresta di un gallo. DIFESA: non necessaria. Afide delle galle lisce* (Tetraneura ulmi ; Rinc. Afid.). L afide svolge il ciclo sull ol- mo (ospite primario) e su graminacee spontanee e mais (ospiti secondari). Sulle foglie dell olmo forma una galla rotondeggiante o piriforme, liscia e lucente, sporgente sulla pagina superiore. Le alate abbandonano le galle e migrano sugli ospiti secondari per originare colonie di forme attere che infestano le radici. In autunno l afide ritorna sull olmo, sui cui rami la femmina fecondata depone l uovo durevole. DIFESA: non sono necessari provvedimenti di lotta. Afide delle galle pelose* (Tetraneura nigriabdominalis 5 T. akinire ; Rinc. Afid.). L afi- G de svolge la prima parte del ciclo sull olmo campestre, sulle cui foglie la fondatrice nata dall uovo durevole forma una galla affusolata con lungo collo, di colore rossastro o giallastro e con superficie pelosa. In estate le alate abbandonano le galle per migrare su graminacee spontanee dei generi Setaria, Oryza, Cynodon, Digitaria, ed Echinochloa, sulle cui radici si sviluppano colonie di attere. In autunno, con il ritorno dell afide sull olmo e con la deposizione dell uovo durevole, si chiude il ciclo annuale. DIFESA: non necessaria. Afide dell olmo e del ribes** (Eriosoma ulmi ; Rinc. Afid.). L afide vive su Ulmus cam- pestris e U. montana (ospiti primari) e sui ribes (ospiti secondari). Sui primi sverna con uovo durevole e con le sue punture sulle foglie determina l arrotolamento di una parte del margine fogliare verso la pagina inferiore, l ispessimento e il successivo ingiallimento e disseccamento dei tessuti. Abbandonando le galle alate migrano sugli ospiti secondari, sviluppando colonie sulle radici. In autunno, con il ritorno dell afide sugli olmi e la deposizione dell uovo durevole si chiude il ciclo annuale. DIFESA: non sono necessari provvedimenti di lotta. Afide dell olmo parvifoglia* (Tinocallis ulmi-parvifoliae ; Rinc. Afid.). una specie esotica riscontrata su piante bonsai di Ulmus parvifolia. DIFESA: ricorso al trattamento con aficidi. Afide galligeno maggiore dell olmo** (Eriosoma lanuginosum ; Rinc. Afid.). l afide più comune dell olmo, sul quale sverna allo stato di uovo durevole. La fondatrice e la sua discendenza vivono all interno di voluminose galle verdastre o sfumate di rosso. Con la comparsa delle forme alate le galle vengono abbandonate e l afide migra sul pero, sulle cui radici sviluppa colonie di forme attere. In autunno l afide reimmigra sull olmo per concludere il ciclo con la deposizione dell uovo durevole. Esso può tuttavia continuare a moltiplicarsi sulle radici del pero attraverso ceppi anolociclici. DIFESA: non sono necessari provvedimenti di lotta. G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 505 5/30/18 9:49 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini