SEZIONE G

G 506 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE d fo r d C t N c in q t d Argide* (Aproceros leucopoda; Imen. Arg.). L insetto vive allo stato larvale a spese delle foglie dell olmo, compiendo caratteristiche erosioni a zig-zag. DIFESA: non necesasria per la scarsa importanza dei danni arrecati. Cerambicide cinese* (Anoplophora chinensis ; Col. Ceramb.). un cerambicide lungo 25-35 mm, di colore nero, con elitre interessate da granulosità nella parte basale e con 20 macchie bianche di diversa. Gli adulti compaiono in piena estate (da giugno a tutto agosto) e compiono decorticazioni sulla parte distale dei rametti. Le larve si sviluppano scavando gallerie nel legno delle radici più grosse e nella parte basale del fusto e gli adulti fuoriescono aprendosi fori circolari del diametro di 15-20 mm. ®Acer spp. per gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. Cimice dell olmo* (Arocatus melanocephalus ; Rinc. Lig.). una cimice lunga 6-7 mm, con capo nero, pronoto nero bordato di rosso (f. austera) o rosso con una macchia mediana annerita a forma di M (f. melanocephala); emielitre con clavo bordato di nero nella prima forma o completamente rosso nella seconda. Sverna allo stato adulto, sotto la corteccia delle piante o in altri ripari di fortuna. In primavera, dopo gli accoppiamenti, le femmine depongono le uova entro il calice fiorale. Le neanidi si sviluppano pungendo le samare. Alla fine di maggio compaiono i nuovi adulti che si rifugiano immediatamente per estivare e svernare. DIFESA: non necessaria. P r ta 3 c d v Dasichira** (Elkneria pudibunda ; Lepid. Limantr.). Le larve (50 mm di lunghezza) sono di colore verde pallido con aree intersegmentali nere vellutate, presentano spazzole di peli gialli sui primi 4 segmenti addominali e un ciuffo di peli rossi caudali. Il lepidottero compie una generazione all anno, con adulti che volano dalla metà maggio a quella di giugno, e sverna allo stadio di crisalide entro un bozzolo, in terra o fra le foglie secche del sottobosco. DIFESA: non opportuna. R c fo a R c s g Galerucella*** [Galerucella (5 Xanthogaleruca) luteola ; Col. Crisom.]. Gli adulti (6-8 mm di lunghezza, con elitre gialle tranne la linea di sutura e una banda longitudinale esterna di colore bruno-nerastro) svernano riparati nelle anfrattuosità corticali, in mezzo alle foglie secche o detriti vegetali presenti alla superficie del suolo o in altri ripari di fortuna. In maggio fuoriescono e si accoppiano dopo un paio di settimane. Le femmine depongono complessivamente alcune centinaia di uova di colore giallo sulla pagina inferiore delle foglie, in gruppetti di 20-30 elementi. Le larve (lunghe circa 10 mm, bruno-nerastre con quattro bande longitudinali gialle) compiono erosioni sulla pagina inferiore delle foglie, rispettando le nervature di ogni ordine. Nel corso della stagione vegetativa compie 2 generazioni. DIFESA: intervento con spinosad alla nascita delle larve. T c v m s g e Grande scolitide dell olmo*** (Scolytus sulcifron ; Col. Scol.). lungo 6,5 mm, di colo- re bruno con pronoto nero lucente. Gli adulti scavano gallerie di nutrizione intorno alla base dei rametti di piante in buone condizioni vegetative e, raggiunta la maturità sessuale, si accoppiano. Le femmine forano la corteccia di piante deperite per scavare gallerie di riproduzione longitudinali, lunghe 3-6 cm, che interessano il libro e intaccano il cilindro legnoso, lungo le cui pareti ricavano piccole nicchie nelle quali depongono le uova. Le larve si sviluppano scavando gallerie individuali, lunghe poco più di una decina di centimetri, che dipartendosi da quella materna, intaccano il libro, il lato interno dell anello corticale e il cilindro legnoso. Raggiunta la maturità alla fine G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 506 5/30/18 9:49 AM f E n r p s B m v c a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini