Ontano

G 508 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Carie del legno** (generi: Trametes, Poria, Polyporus, Fomes, Coriolus, Ganoderma, Lenzites, Stereum, Phellinus ; Bas.). Causata da molteplici Basidiomiceti, consiste nella trasformazione del tessuto legnoso di piante in piedi o abbattute in un materiale spugnoso e friabile. Causano processi di carie del legno, formando corpi fruttiferi (basidiocarpi) tipici di ciascuna specie fungina, localizzati lungo il fusto o al colletto delle piante. ®Pioppo. R c fo a R Grafiosi*** (Ophiostoma ulmi ; Asc.). la malattia più importante dell olmo, respon- sabile di notevoli morie di piante. Produce un progressivo e repentino disseccamento della vegetazione al quale corrisponde un alterazione bruna in corrispondenza dei tessuti legnosi che vengono occlusi più o meno rapidamente fino a determinare parziali o totali disseccamenti della chioma durante l estate che possono essere anche molto repentini. Questa tracheomicosi è diffusa dagli scolitidi (Scolytus multistriatus e S. sulcifrons), i cui adulti, uscendo dalle gallerie sottocorticali nelle quali si sono formati, trasportano da una pianta all altra i conidi del microrganismo. Gli elementi di diffusione della malattia sono infatti rappresentati da conidi portati all estremità di un fascio (coremio) di conidiofori. DIFESA: asportazione dei rami secchi che però non sortisce generalmente grossi risultati, specialmente sulla specie U. campestris. La difesa è necessariamente preventiva allontanando e distruggendo le piante morte e mantenendo un corretto stato fitosanitario per evitare quanto possibile l attacco di scolitidi (fitofagi secondari). Fondamentale risulta l impiego di ibridi o cloni resistenti. Maculature fogliari* (Mycosphaerella ulmi, Macrodiplodia ulmi, Phyllosticta spp.; c n g e f Asc.). Si tratta di patogeni che causano maculature fogliari di diverso tipo che non causano g eneralmente danni importanti. DIFESA: non è giustificata. Verticilliosi* (Verticillium spp.; Asc.). Produce un disseccamento simile a quello causa- to dalla grafiosi. ®Acero. DIFESA: soppressione delle piante colpite. ftpl Giallume*** (Candidatus Phytoplasma ulmi; Mollicutes). caratterizzato dalla presenza di scopazzi nella parte terminale dei rami dell anno, formati dall affastellamento di rametti molto sottili, con nodi ravvicinati, variamente ramificati e foglie più piccole della norma e clorotiche. Essi derivano dallo sviluppo di gemme ascellari nella stessa estate in cui si sono formate, anziché nella primavera successiva. La malattia inizialmente interessa qualche ramo della chioma, in seguito può estendersi a tutta la pianta la quale, nel caso di olmi americani, può andare incontro a un progressivo deperimento fino alla morte. Molto sensibili alla malattia sono anche gli olmi cinesi e giapponesi. Il giallume è trasmesso dalla cicalina Macropsis mendax. DIFESA: di norma non è necessaria. Ontano (Alnus cordata, A. glutinosa) i E c d e s e c c g B s s c s n c b C i C e m z p in Afide dell ontano* (Crypturaphis grassii; Rinc. Afid.). caratterizzato da individui at- teri, appiattiti, dall aspetto piriforme, di colore giallognolo, con scerificazioni dorsali puntiformi o formanti strie trasversali. Sverna allo stato di uovo durevole e svolge l intero ciclo sull ontano. DIFESA: inopportuna. c p g b Attelabo delle querce* (Attelabus nitens ; Col. Attel.). Lungo 5-6 mm, tozzo, ha il pro- C torace e le elitre di colore rossastro nella forma tipica. Gli adulti compaiono in aprilemaggio e la femmina taglia le foglie fino alla nervatura mediana per poi arrotolarne la parte tagliata e formare una struttura a forma di bariletto nel quale depone in genere un uovo, eccezionalmente 2-3. All interno di questo la larva si sviluppa in 30-45 giorni per poi dare l adulto in settembre, destinato a svernare rifugiato nella lettiera di foglie sottostante le piante. DIFESA: non opportuna. G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 508 5/30/18 9:49 AM p p s fe c p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini