Orchidee

O Orchidee (Cymbidium spp., Cattleya spp.) Rodilegno giallo* (Zeuzera pyrina ; Lepid. Coss.). Le larve (gialle con punti neri, con a, ae ci no sli o i, oo e eo gi .; u- capsula cefalica e placca toracica nere, lunghe 5 cm) scavano, nei rami, gallerie dal cui foro di uscita fuoriescono rosura in forma granulare e liquido linfatico. ®Pero per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. Rodilegno rosso* (Cossus cossus ; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. e Eriofide dell erinosi dell ontano* (Acalitus brevitarsus ; Acar. Eriof.). Determina la f Bolla* (Taphrina alni ; Asc.). Colpisce i coni fiorali, le cui brattee ingigantiscono e si trasformano in una struttura spatoliforme, allungata e contorta, di colore biancastro o con sfumature rossastre. Gli attacchi non sono comuni e riguardano piante che crescono nei boschi dolomitici. La specie T. sadebeckii causa invece macchie rossicce sulle foglie sulle quali si formano poi bolle convesse verso la pagina superiore. I tessuti necrotizzano causando la caduta fogliare. Nelle concavità il patogeno produce aschi che differenziano ascospore. DIFESA: generalmente non è necessaria. b Cancro batterico* (Erwinia sp., Gracilicutes). Tacche necrotiche compaiono su rami i Cocciniglia bianca dell aspidistra* (Pinnaspis aspidistrae ; Rinc. Diasp.). Ha femmine a- a aa e ne, a e tli n- oea e ni e G 509 comparsa di placche feltrose, talora occupanti gli interi spazi internervali, costituite da peli ipertrofici papilliformi, dapprima di colore bianco lucente, quindi giallastre ed infine rossastre, nell ambito delle quali si trovano gli eriofidi in tutti gli stadi di sviluppo. Sulla pagina superiore, in corrispondenza delle placche feltrose, si formano estroflessioni cupuliformi, talora coperte da una leggera feltrosità. L eriofide sverna con femmine deutogine (0,2 mm di lunghezza) riparate nelle anfrattuosità corticali, che fuoriescono alla ripresa vegetativa per attaccare le giovani foglie. DIFESA: non giustificata. G e tronchi in corrispondenza di lenticelle, cicatrici da caduta fogliare o alla base di rami morti. L infezione evolve in cancri corticali con legno sottostante brunastro. In condizioni di elevata umidità si possono osservare essudati scuri dalle lesioni. Le piante deperiscono e possono morire nell arco di pochi anni. DIFESA: eliminazione delle piante infette specialmente in fase vivaistica. Orchidee (Cymbidium spp., Cattleya spp.) con corpo piriforme, giallo limone, un follicolo allungato, bruno uniforme con esuvie più chiare. Infesta le foglie causando ingiallimenti e deperimenti vegetativi. Svolge più generazioni all anno e sverna in differenti stadi di sviluppo. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. Cocciniglia farinosa** (Planococcus citri ; Rinc. Pseud.). una cocciniglia con il cor- po coperto di cera farinosa e ornato di raggi cerosi di uguale lunghezza. Si riproduce per anfigonia, ma è anche partenogenetica. Compie diverse generazioni all anno, che si susseguono ininterrottamente con accavallamento dei vari stadi di sviluppo, e ha femmine che producono bianchi ovisacchi cerosi nei quali si trovano immerse diverse centinaia di uova che si schiudono dopo alcuni giorni d incubazione. DIFESA: come per Pinnaspis aspidistrae. G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 509 5/30/18 9:49 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini