SEZIONE G

G 510 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cotonello longispino** (Pseudococcus longispinus ; Rinc. Pseud.). La cocciniglia ha M il corpo coperto di cera farinosa e ornato di raggi cerosi, dei quali quelli caudali sono molto lunghi (almeno il doppio della lunghezza del corpo). una specie anfigonica, ovovivipara o addirittura vivipara. Compie diverse generazioni all anno, con accavallamento dei diversi stadi di sviluppo. DIFESA: come per Pinnaspis aspidistrae. n q r M c c ( in Emiberlesia gobba della camelia* [Hemiberlesia rapax (5 H. camelliae); Rinc. Diasp.]. Ha follicoli femminili subcircolari del diametro di 1,5-2 mm, di colore nocciola, fortemente convessi in corrispondenza delle spoglie esuviali. Ovipara e partenogenetica, nei nostri ambienti compie in genere un paio di generazioni con accavallamento dei diversi stadi. DIFESA: come per Pinnaspis aspidistrae. M n r a D fu Cocciniglia Boisduval* (Diaspis boisduvali ; Rinc. Diasp.). Ha femmine con corpo gial- lo limone, leggermente ovale, con un grosso mammellone ai lati della regione toracica, protetto da uno scudetto circolare giallo chiaro. Il follicolo maschile è allungato, biancastro, tricarenato. La cocciniglia infesta la vegetazione fogliare. Compie più generazioni all anno in funzione delle condizioni ambientali e depone mediamente 15-20 uova. DIFESA: come per Pinnaspis aspidistrae. R n Cocciniglia dell ananas** (Diaspis bromeliae ; Rinc. Diasp.). Ha femmine con corpo gial- lo-aranciato, subpiriforme, caratterizzato da un grosso mammellone ai lati della regione toracica, protette da uno scudetto circolare bianco-giallastro con esuvie centrali di colore giallo dorato. Il follicolo maschile è allungato, grigio chiaro, longitudinalmente carenato. Compie più generazioni all anno e ciascuna femmina depone fino ad una cinquantina di uova di colore violetto, destinate a schiudersi contemporaneamente dopo una settimana o poco più d incubazione. DIFESA: come per Pinnaspis aspidistrae. Cocciniglia mitiliforme delle orchidee** (Mytilococcus pinnaeformis ; Rinc. Diasp.). Ha femmine con corpo violetto, protetto da un follicolo mitiliforme, bruno chiaro, lucente. Il follicolo maschile è allungato, di colore bruno chiaro. Compie almeno 3 generazioni all anno e la fertilità è media. DIFESA: come per Pinnaspis aspidistrae. c Marciume nero di foglie, pseudobulbi e rizomi** (Phytophthora cactorum, Globisporangium ultimum, syn. Pythium ultimum ; Oomycota). P. cactorum causa la comparsa su foglie, peduncoli fiorali, pseudobulbi e radici di macchie nerastre con alone giallastro. I sintomi su radici, pseudobulbi e rizomi, così come quelli sulle giovani piantine, portano frequentemente alla morte della pianta in tempi brevi. G. ultimum provoca sintomi simili e la sua diffusione viene particolarmente favorita dagli schizzi d acqua. DIFESA: evitare ristagni idrici e irrigazione a pioggia, aerare le colture protette. Applicazioni nel terriccio di metalaxyl-M contribuiscono a limitare le infezioni. f Antracnosi** (Colletotrichum orchidearum ; Asc.). I sintomi compaiono su tutti gli organi aerei sotto forma di macchie necrotiche nerastre, rotondeggianti o allungate, nell ambito delle quali si differenziano masserelle rosate (acervuli) con abbondanti conidi. DIFESA: arieggiamento dell ambiente di coltivazione e rapida asportazione e distruzione delle foglie colpite dalla malattia. Gli eventuali interventi chimici possono essere effettuati con sali di rame. Fusariosi* (Fusarium oxysporum ; Asc.). Fungo tracheomicotico molto temibile. DIFESA: disinfezione del substrato di coltura. G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 510 5/30/18 9:49 AM b M th d N c s c v M L la in n c u a c n s p c M s ti I a g in

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini