SEZIONE G

O Orchidee (Cymbidium spp., Cattleya spp.) Macchie fogliari* (Fusarium fujikuroi, syn. Gibberella fujikuroi ; Asc.). Causa macchie a o a, a- necrotiche irregolari che tendono a confluire provocando la necrosi dei tessuti, sui quali vengono prodotti fruttificazioni rosate (sporodochi). DIFESA: ridurre l umidità relativa attraverso arieggiamenti e ricorrere a sistemi di irrigazione localizzata. Marciume di foglie e fiori* (tel. Botryotinia fuckeliana, syn. Botrytis cinerea ; Asc.). In condizioni di elevata umidità nelle coltivazioni in serra, si possono presentare attacchi di questo patogeno che compromette foglie e fiori. DIFESA: interventi agronomici (aerazione delle serre, allontanamento delle piante ammalate, irrigazioni moderate); interventi chimici (trattamenti con thiram). c. a, eo Marciumi pedali e radicali*** (Thanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia sola- ni ; Bas.; Athelia rolfsii, syn. Sclerotium rolfsii ; Asc.). Causano marciumi delle radici, rizomi e pseudobulbi con avvizzimento della pianta. Attacchi dovuti specificatamente ad A. rolfsii sono contraddistinti dalla presenza sugli organi colpiti di sclerozi bruni. DIFESA: distruzione delle piante colpite e disinfezione del substrato di coltivazione con fungicidi (es. Trichoderma spp.). la, noa. le e o. a i- a e. ni a ae, a a. a- li e, ti e o e. G 511 Ruggine (Uredo spp.; Bas.). Presenza di pustole di colore diverso (dall arancione al nerastro) su tutte le parti aeree. DIFESA: se necessario si può ricorrere a triazoli. b Marciume batterico dei pseudobulbi* (Pectobacterium cypripedii, Dickeia chrysanthemi ; Gracilicutes). Provoca marciume molle di foglie, pseudobulbi e radici. DIFESA: distruzione delle piante infette e delle strutture e attrezzi potenzialmente infetti. G Necrosi fogliare* (Pseudomonas cattleyae; Gracilicutes). Determina macchie idropi- che che poi iscuriscono provocando la morte della pianta anche in tempi molto brevi, specialmente se giovane. Caratteristici sono gli essudati che costituiscono fonte di inoculo. DIFESA: riduzione della bagnatura delle foglie. v Maculatura anulare** (Odontoglossum ringspot virus 5 ORSV, gen. Tobamovirus). Le piante di Cattleya sp. presentano le foglie interessate da striature o maculature anulari cloro-necrotiche o da aree di colore rosso scuro. Sui petali le alterazioni consistono in maculature di colore rosso violetto intenso. Nelle piante di Cymbidium sp. l infezione si evidenzia con striature e maculature necrotiche lievemente depresse sulle foglie e con striature brune sui petali. L agente della malattia è molto resistente e infettivo, con uno spettro di ospiti limitato alle orchidee. Si trasmette attraverso la moltiplicazione agamica di piante infette, per contatto fra foglie infette e sane, con utensili di lavoro contaminati e tramite terriccio contenente residui di piante infette. DIFESA: è imperniata sulla propagazione di piante sicuramente sane, sul non riutilizzo di terriccio, substrati di coltura e vasi e sull adozione di misure per evitare la trasmissione del virus da piante infette a piante sane durante le operazioni colturali (distruzione delle orchidee con sintomi, disinfezione degli utensili da taglio e delle mani). Mosaico** (Cymbidium mosaic virus 5 CymMV, gen. Potexvirus). La sintomatologia è simile a quella della virosi precedente. Sulle foglie si hanno macchie o striature clorotiche che col tempo imbruniscono, oppure maculature anulari e striature necrotiche. I petali presentano punteggiature e macchie necrotiche. A volte le piante infette sono asintomatiche. CymMV è specifico di orchidee e si trasmette con la propagazione vegetativa di piante infette e facilmente anche per contatto. DIFESA: valgono le misure indicate per la virosi precedente. G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 511 5/30/18 9:49 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini