Ortensia

G 512 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ortensia (Hydrangea spp.) i f ramificazioni e foglie ed è facilmente riconoscibile per il suo ovisacco bianco candido. ®Tiglio per gli altri aspetti morfologici e la biologia. DIFESA: eliminazione in inverno delle ramificazioni infestate e intervento alla nascita delle neanidi con buprofezin, olio bianco, pyriproxyfen. Macchie fogliari* (Ascochyta hydrangeae, Cercospora sp., Boeremia exigua, Septoria hydrangeae ; Asc.). Diversi agenti causano macchie rotondeggianti bruno-grigie sulle foglie e grigio-verdastre sui rami. DIFESA: gli eventuali attacchi possono essere contenuti con sali di rame. i A d s p C m s Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). In condizioni di elevata umidità ambientale può interessare tutti gli organi vegetativi con la tipica muffa grigia costituita dai conidi del fungo. DIFESA: applicazione di antibotritici nel corso dell intero ciclo di coltivazione (in campo e serra). a ti Mal bianco** (Pseudoidium hortensiae ; Asc.). Sulle foglie si manifesta con macchie C biancastre polverulente. Aggredisce anche i fiori e i rami. Sulle foglie compaiono macchie inizialmente clorotiche che si rivestono della tipica patina biancastra polverulenta. La parte colpita si deforma e necrotizza lacerandosi con possibile filloptosi anticipata. Sui fiori compaiono maculature rossastre che si ricoprono del feltro biancastro, quindi imbruniscono e cadono. DIFESA: creare condizioni capaci di diminuire la bagnatura fogliare, arieggiare (colture protette) ed eliminare il materiale infetto. Gli interventi possono essere effettuati con zolfo o triazoli. ftpl Fillodia* (Candidatus Phytoplasma asteris; Mollicutes). Il sintomo più appariscente e caratteristico consiste nella regressione dei petali in organi fogliacei di colore verde intenso, accompagnata da una leggera clorosi di alcune foglie medio-basali. A volte il fenomeno interessa poche infiorescenze di una pianta. Altre manifestazioni, quali l inverdimento dei petali e lo scarso sviluppo della pianta, comuni in ortensia e spesso attribuite a fitoplasmi, sono legate a cause fisiologiche (pH del terreno, trattamenti con ormoni). Riguardo agli aspetti epidemiologici del fitoplasma agente della malattia, vale quanto è stato descritto per il giallume dell aster. DIFESA: è fondamentale la propagazione di piante sane. v fo z Pulvinaria del tiglio e dell ortensia*** (Pulvinaria hydrangeae ; Rinc. Cocc.). Infesta Maculatura anulare** (Hydrangea ring spot virus 5 HdRSV, gen. Potexvirus). Si mani- festa sulle foglie adulte con maculature anulari clorotiche o di colore rosso-bruno, mentre le più giovani sono interessate da deformazione, arricciamento e asimmetria della lamina. La vegetazione e la differenziazione dei fiori delle piante infette sono ridotte. La diffusione del virus è legata alla propagazione di piante infette e alla sua trasmissione da pianta a pianta per contatto. DIFESA: si effettua mediante la propagazione di piante sane, il non riutilizzo di terriccio, di substrati di coltura e di vasi con residui colturali infetti, e l adozione di misure per evitare la trasmissione del virus dalle piante infette alle sane durante le operazioni colturali. fis Clorosi ferrica**. Interessa le piante che vegetano su terreno alcalino, non certamente idoneo a questa pianta e alle altre acidofile. Il calcare attivo nel terreno insolubilizza il ferro e impedisce alla pianta di assorbirlo. Le piante colpite presentano la vegetazione G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 512 5/30/18 9:49 AM C g to C s d r a C p m ® d n C M c n d d b li a b C L m ®

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini