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G 514 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Elateridi** (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. obscu- rus, A. sputator, ecc.; Col. Elater.). Le larve (coriacee, giallo-lucenti, simili a pezzi di fili di ferro) attaccano l apparato radicale causando la perdita delle giovani piante in autunno e la conseguente comparsa di fallanze nei seminativi. ®Bietola per i caratteri e la biologia degli insetti. DIFESA: ricorso a semine ritardate in modo che la nascita delle piante avvenga dopo che le larve si sono approfondite nel terreno. Falsa tignola** [Nemapogon (5 Tinea) granella; Lepid. Tin.]. Rovinano le cariossidi in magazzino. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. Tignola fasciata*** (Plodia interpunctella ; Lepid. Piral.). Compiono erosioni sui semi in magazzino. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. Tignola grigia** (Ephestia kuehniella ; Lepid. Piral.). Compiono erosioni sui semi in magazzino. ®Frumento per le caratteristiche dell insetto, la biologia e la difesa. f Carbone coperto* (Ustilago hordei ; Bas.). Presenta un quadro sintomatologico simile a quello del carbone nudo, con la differenza che la membrana che avvolge i sori è più consistente. Per tale motivo viene anche denominato carbone fisso. DIFESA: analoga a quella descritta per il carbone nudo. Carbone nudo* (Ustilago nuda f.sp. hordei 5 U. nuda ; Bas.). Detto anche carbone volante, si manifesta sulle spighe, che presentano le spighette trasformate in ammassi di spore brune (clamidospore), avvolti da una membrana trasparente chiara (sori). Le spore diffondono la malattia colonizzando le spighe sane attraverso i fiori al cui interno germinano infettando l embrione, dopo di che entrano in quiescenza e riprendono lo sviluppo al momento della germinazione del seme. Da questo momento inizia il processo d infezione della pianta che si manifesta con i sintomi sopra descritti al momento della spigatura. DIFESA: è di tipo preventivo ed è basata sull impiego di varietà resistenti o sulla concia delle sementi con fungicidi sistemici (es. tebuconazole, carboxin, triticonazole). Ormai scomparso è il tradizionale metodo di concia attraverso acqua calda. Elmintosporiosi**. A questa denominazione possono essere riferite diverse alterazioni causate da vari patogeni fungini appartenenti al vecchio genere Helminthosporium, oggi riclassificato e distribuito in diversi generi (forme sessuate appartenenti agli Ascomiceti), alcuni tipici dei cereali, su cui determinano a livello di diversi organi maculature di vario tipo. Fra questi si ricordano per l orzo: Cochliobolus sativus, Bipolaris sorokiniana syn. Drechslera sorokiniana e Helminthosporium sativum, che attacca tutti gli organi della pianta e in particolare la base del culmo, su cui compaiono aree imbrunite che progressivamente marciscono e possono interessare anche le radici (questo tipo di alterazione rientra nella sintomatologia cosiddetta del mal del piede che è riferibile a numerosi patogeni fungini). ®Frumento. Pyrenophora graminea, syn. Drechslera graminea e Helminthosporium gramineum, agente della cosiddetta striatura bruna e dannosa soprattutto all orzo, ma presente anche su frumento. Essa determina sulle foglie, generalmente in corrispondenza della levata e della spigatura, macchie allungate o striate, di colore inizialmente giallo poi bruno, che differenziano centralmente una muffetta nerastra. Dopo la spigatura le foglie si presentano sfilacciate. Possono essere colpite anche le spighe, G02_3_3_Fitopatologia,Entomologia.indd 514 5/30/18 9:49 AM M g v c d s m s g n p ti a D è l v M m M O M in z A te

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini