Pachisandra

G 518 i AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Pachisandra (Pachysandra terminalis) T Cocciniglia dell evonimo** (Chionaspis euonymi; Rinc. Diasp.). Vive comunemente s p in p ti r in ( sull evonimo, ma attacca anche la pachisandra, infestando la pagina inferiore delle foglie e le ramificazioni. ®Evonimo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con olio bianco, buprofezin, clorpirifos-metile, ecc. Palme (Phoenix spp., Washingtonia spp., Tachycarpus spp., Chamaerops humilis, Trithrinax campestris) i Lepidottero minatore delle palme** (Paisandisia archon; Lepid. Castn.). Gli adulti (90-110 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori di colore rameico, attraversate da un sottile baffo che dalla radice è diretto all angolo anale, e quelle ali posteriori bruno-aranciate con un ampia macchia trasversale nera, nell ambito della quale si notano 6 macchie bianche irregolarmente allineate. Le larve sono bianco crema, lunghe 80 mm. una specie di origine sud-americana, riscontrata all inizio dell odierno secolo nella riviera marchigiana, in Sicilia, Toscana e Campania. Nei nostri ambienti è stata riscontrata su Chamaerops humilis, Trachycarpus fortunei, Phoenix canariensis e Washingtonia filifera. Le larve si sviluppano entro il rachide fogliare ed entro lo stipite compiendo erosioni nelle giovani foglie impachettate; di conseguenza, con il dispiegamento a ventaglio della foglia, il suo lembo appare interessato da numerose perforazioni allineate. Compie una generazione all anno, con adulti che volano da giugno a settembre e con voli che possono prolungarsi durante i mesi di ottobre e novembre. Le femmine depongono gruppetti di uova alla base del rachide fogliare o sul germoglio centrale. Le larve, superato l inverno, completano lo sviluppo per incrisalidarsi entro un bozzolo costruito con fibre vegetali, rosura e seta. DIFESA: impedimento dell introduzione accidentale attraverso il controllo del materiale d importazione; distruzione delle palme infestate; trattamento a nascita larve con insetticidi agenti per contatto e ingestione. Punteruolo rosso*** (Rhynchophorus ferrugineus; Col. Drioft.). Il coleottero attacca le palme dei generi Phoenix, Waschingtonia, Trachycarpus, nonché le piante di Cocos nucifera e Agave americana e, più raramente, Chamaerops humilis. Le larve (giallastre, carnose, piriformi, lunghe 5 cm) scavano gallerie nei piccioli fogliari e nel fusto, causando il collasso delle foglie. Nel tronco triturano i tessuti interni, trasformandoli in segatura. Gli adulti (30-35 mm di lunghezza) sono di colore rosso ferrugineo, con il dorso del primo segmento toracico interessato da tacche nere. Le femmine depongono, in modo isolato, circa 200 uova entro fori praticati alla base delle foglie dei germogli. Lo sviluppo embrionale richiede 2-3 giorni e le larve completano lo sviluppo in un paio di mesi, per poi compiere la metamorfosi, all interno dei tessuti danneggiati, entro un bozzolo costruito con materiale fibroso filiforme. Nei luoghi d origine (Paesi tropicali) una generazione è completata in circa tre mesi e mezzo; in Italia compie almeno un paio di generazioni all anno. DIFESA: individuazione e distruzione delle piante infestate, in attuazione del decreto di Lotta obbligatoria (d.m. 9/11/2007); ricorso a catture massali con secchi-trappola innescati con attrattivo feromonico, etile-acetato e attrattivo alimentare formato da datteri maturi o da parti di pianta in fermentazione; interventi sulla corona delle palme con sospensioni di nematodi entomopatogeni (Steinernema carpocapsae) o con insetticidi chimici (clorpirifos-metile, imidacloprid 1 ciflutrin). G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 518 5/30/18 9:52 AM i A c o d b d c A fo g ( A g g A c u a a A p p n g ( A m to c n a a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini