Patata

P Patata (Solanum tuberosum) Tropiduchide* (Ommatissus binotatus; Rinc. Tropid.). Gli adulti (3-4 mm di lunghezza) sono di colore giallognolo, con una macchia scura, rotondeggiante, posta ai lati del pronoto. Diffuso nel Nord America e nella penisola iberica, è stato riscontrato anche in Sicilia e in Liguria. Esso vive sulle palme dei generi Phoenix e Chamaerops. Compie punture sulle foglie lasciando tracce necrotiche con ingiallimento dei tessuti circostanti. I danni sono di rilevante importanza sulle palme allevate per l ottenimento di foglie recise per composizioni floreali. Gli aspetti biologici sono poco conosciuti. DIFESA: intervento contro le forme giovanili con l impiego di preparati ad azione abbattente (es. piretroidi). e or- ti e ri oe o ae e eoa e. o o oe e e s ao, li n ee o ti hi o; e m. eti di r- G 519 Patata (Solanum tuberosum) i Afide delle cucurbitacee*** (Aphis gossypii; Rinc. Afid.). Le colonie infestano le foglie causando rallentamenti vegetativi e trasmettendo malattie da virus. L afide svolge un olociclo dioico, con svernamento allo stato di uovo durevole deposto sull ibisco, migra da questo ospite primario su ospiti secondari, rappresentati principalmente da cucurbitacee e solanacee, e conclude il ciclo con reimmigrazione in autunno e deposizione delle uova durevoli sull ospite primario. DIFESA: intervento con neonicotinoidi (imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam), azadiractina, piretroidi, ecc. Afide verde del pesco*** (Myzus persiae; Rinc. Afid.). Le colonie dell afide infestano le G foglie causando rallentamenti vegetativi e trasmettendo malattie da virus. ®Pesco per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con pirimicarb, neonicotinoidi (imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid), pimetrozine, azadiractina, ecc. Afide nero della fava** (Aphis fabae; Rinc. Afid.). L afide, di colore nero, infesta la pa- gina inferiore delle foglie. Causa rallentamenti vegetativi e trasmette virosi. ®Fava per gli aspetti biologici. DIFESA: come per Myzus persicae. Afidone della patata*** (Macrosiphum euphorbiae; Rinc. Afid.). Riconoscibile per il colore verde degli individui e per i lunghi sifoni, infesta foglie e fiori. Compie di norma un olociclo con svernamento allo stato di uovo durevole deposto su Rosa spp.; negli ambienti con inverno mite riesce a svolgere un anolociclo. Compie più generazioni all anno. DIFESA: come per Myzus persicae. Agrotidi o nottue terricole*** (Agrotis ipsilon, A. segetum; Lepid. Nott.). Le larve com- piono erosioni sulla parte interrata del fusto, causando l avvizzimento e la morte della pianta. Sui tuberi in prossimità della raccolta, le larve della generazione estiva compiono profonde erosioni. ®Bietola per gli aspetti morfologici e il comportamento biologico delle nottue. DIFESA: intervento, alla comparsa dei primi danni, con piretroidi (deltametrina, cipermetrina, ciflutrin, ecc.). Altica della patata* (Psylliodes affinis; Col. Crisom.). Gli adulti (giallo-brunastri, lunghi mediamente 2,5 mm, con femori ingrossati atti al salto) compiono piccole erosioni rotondeggianti. Le larve si sviluppano sulle radici, compiendo erosioni a carico dell anello corticale. Sverna allo stato adulto riparato nel terreno e compie una generazione all anno, con comparsa degli adulti svernanti tra la fine di luglio e quella di agosto. I danni arrecati sono di scarso interesse economico. DIFESA: non necessaria e gli eventuali attacchi sono contenuti dal trattamento realizzato con piretroidi contro la dorifora. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 519 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini