SEZIONE G

G 52 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE La classificazione ufficiale attualmente riconosciuta e alla quale si fa riferimento nei lavori scientifici è comunque quella presentata nel Bergey s Manual of Systematic Bacteriology che descrive tutte le specie batteriche attualmente conosciute, ma non si basa su rapporti filogenetici. Secondo questa fonte il regno dei Procarioti, sulla base delle caratteristiche strutturali e chimiche della parete e della membrana cellulare, è suddiviso in quattro divisioni. 1. Gracilicutes: batteri Gram negativi, non producenti endospore, con membrana esterna, peptidoglicano e membrana citoplasmatica contenente lipidi esterificati. All interno di questa divisione troviamo gran parte dei generi fitopatogeni come Agrobacterium, Ralstonia, Enterobacter, Erwinia, Pseudomonas, Xanthomonas e Xilella. 2. Firmicutes: presenta batteri Gram positivi, sprovvisti di membrana esterna, con uno spesso strato di peptidoglicano e con membrana citoplasmatica. Alcuni generi producono endospore. Generi fitopatogeni sono per esempio Streptomyces, Clauibacter, Curtobacterium e Rhodococcus. 3. Tenericutes: considera specie a cui manca la parete cellulare, ma posseggono una membrana unitaria pleomorfica: comprende Fitoplasmi e Spiroplasmi nella classe Mollicutes. 4. Mendosicutes: specie che hanno parete cellulare formata da proteine o eteropolisaccaridi, non peptidoglicano; la reazione di Gram può essere positiva o negativa e il tRNA presenta sequenze uniche, assenti negli altri raggruppamenti. Tale divisione comprende anche gli Archebatteri. Un breve cenno meritano i principali generi dei batteri fitopatogeni che, con le specifiche specie e da un punto di vista sintomatologico e di difesa (quando possibile), verranno ripresi nella parte speciale. Per molti anni i batteri fitopatogeni Gram-positivi sono stati assegnati all unico genere Corynebacterium. Successivamente e grazie a metodi analitici più precisi, alcuni di essi sono stati in realtà attribuiti a generi già esistenti quali: Arthrobacter, Curtobacterium, Rhodococcus, Nocardia e creati nuovi generi quali il Clavibacter. A esso appartengono importanti agenti patogeni di batteriosi vascolari, cancri e avvizzimenti di specie erbacee. Tra gli altri generi citati ricordiamo il Curtobacterium, agente di avvizzimenti delle piante erbacee e ornamentali, e la specie Rhodococcus fascians responsabile di fasciazioni . Un altro genere è lo Streptomyces al quale appartengono specie fitopatogene che provocano la scabbia su organi carnosi (es. S. scabies). Bacillus e Clostridium (divisione Firmicutes) sono generi caratterizzati dalla presenza di endospore. Diventano patogeni per le piante solo in particolari condizioni: il Bacillus, soprattutto in climi tropicali e in presenza di temperature costantemente al di sopra dei 30 °C, mentre il Clostridium in condizioni strettamente anaerobiche. Alcune specie di Bacillus sono utilizzate nella lotta biologica come agenti di controllo di insetti e microrganismi (es. B. subtilis). Sono invece Gram negativi tutti i generi citati di seguito. Il genere Agrobacterium presenta specie infeudate nel suolo, alcune delle quali capaci di causare tumori dell apparato radicale. La nomenclatura tassonomica di questo genere è tra le più confuse di tutta la batteriologia. Quella che sembra più accettabile prevede la suddivisione del genere in quattro specie: A. tumefaciens, A. rhizogenes, A. rubi, A. vitis. G01_1_Fitopatologia.indd 52 15/06/18 09:23 g c d p c a d fe 4 p g e c li c fr q ( s e a e a d R ti m s s v t m c li

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini