SEZIONE G

G 520 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Dorifora*** (Leptinotarsa decemlineata; Col. Crisom.). Adulti e larve compiono ero- sioni fogliari e sui tuberi. Gli adulti (10 mm circa di lunghezza) hanno una colorazione giallo ocracea ed elitre percorse da 10 bande lineari nere. Le larve (11-12 mm di lunghezza) sono arancioni, con capo e zampe neri, protorace annerito nella parte posteriore e addome interessato da due serie laterali di placche nere. Sverna allo stato adulto, interrato fino a 25-40 cm di profondità. Gli adulti fuoriescono quando la temperatura del terreno alla profondità di svernamento si attesta intorno ai 14 °C. Le femmine depongono 700-800 uova arancioni, in gruppetti, sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve mature si impupano nel terreno. In un anno si susseguono, di norma, 2 generazioni, ma in presenza di temperature favorevoli la dorifora può svolgere 3 generazioni. DIFESA: intervento Bacillus thuringiensis var. tenebrionis, azadiractina, imidacloprid, thiametoxam, thiacloprid, metaflumizone, piretroidi, clorantraniliprole. n N r c t G Elateridi (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. sputa- tor, A. obscurus, ecc.; Col. Elater.). Le larve (filiformi, di colore giallo-bruno lucente) attaccano i tuberi. Temibili sono gli attacchi che avvengono sui tuberi maturi da parte di larve richiamate verso la superficie dalle piogge estive e dalle irrigazioni tardive. ®Bietola per i caratteri e la biologia degli insetti. DIFESA: interramento lungo i solchi di semina di geodisinfestanti granulari (es. teflutrin, etoprofos, lambdacialotrina); impiego di tuberi seme conciati con thiametoxam; riduzione delle irrigazioni tardive, raccolta sollecita dei tuberi maturi. Mosca minatrice sud-americana* (Liriomyza huidobrensis; Ditt. Agrom.). Le lar- ve scavano mine fogliari causando la necrosi dei tessuti e, se numerose, perfino il disseccamento delle foglie. ®Melanzana per i caratteri dell insetto e la biologia. DIFESA: intervento solo nelle aree con forti rischi di attacco con l impiego di ciromazina o azadiractina. Nottua piccola** (Spodoptera exigua; Lepid. Nott.). Le larve distruggono la vegeta- zione fogliare e, interrandosi, compiono erosioni sui tuberi. ®Bietola per i caratteri morfologici e la biologia. DIFESA: alla comparsa delle larve, intervento con piretroidi, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Tignola della patata*** (Phthorimaea operculella; Lepid. Gelech.). Le larve (bian- che con sfumature rossastre, lunghe fino a 12 mm) minano foglie e fusti e scavano gallerie nei tuberi. Gli adulti (apertura alare media di 15 mm) hanno ali anteriori di colore grigio con screziature nere. L insetto compie 5-6 generazioni all anno. Le femmine depongono gruppetti di uova su foglie, steli e tuberi affioranti. Le larve svolgono la loro attività in campo e le infestazioni proseguono sui tuberi immagazzinati, compromettendone completamente il valore commerciale. Le larve mature si incrisalidano entro un bozzoletto aderente agli organi infestati, alle pareti dei magazzini o agli imballaggi (cassoni, cassette, sacchi di juta). DIFESA: ricorso alla rincalzatura per mantenere protetti i tuberi dagli attacchi larvali; intervento alla nascita delle larve con piretroidi (es. deltametrina), azadiractina, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, clorantraniliprole, thiacloprid; impiego di imballaggi non infestati da larve e/o crisalidi; immagazzinamento di tuberi esenti da infestazioni di uova e/o larve. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 520 5/30/18 9:52 AM N l z le p t lo a m s s c P ta q m in b o te a p le u d s v n s a fi ta n s S L s n s v

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini