SEZIONE G

P Patata (Solanum tuberosum) G 523 a e, e 5 ed è conosciuta anche con il termine anglosassone skin spot. I sintomi si manifestano in genere durante il periodo di conservazione in magazzino. I tuberi-seme infetti originano piante deboli che poi muoiono. Il fungo sopravvive allo stato saprofitario, soprattutto nei terreni torbosi, e sui tuberi. DIFESA: scartare tuberi-seme sintomatici, utilizzare tuberi conciati con tiabendazole. e a ui a. e i Rizottoniosi o Calzone bianco e Croste nere** (Tanatephorus cucumeris, syn. Rhi- mnce n i Rogna nera* (Synchytrium endobioticum; Chytridiomycota). Trattasi di una malattia endemica localizzata nelle vallate alpine lombarde. Si manifesta sui tuberi, sugli stoloni e sulla parte interrata del fusto con voluminose escrescenze tumorali di colore nerastro. Masse tumorali dall aspetto coralloide e di colore verde possono comparire, seppur con poca frequenza, pure sul fusto, in corrispondenza delle gemme ascellari. Il patogeno si conserva nel terreno con oospore che germinano nell arco di un tempo che va da alcuni mesi ai 10 anni. Esse, germinando, originano uno sporangio che libera zoospore ciliate che, muovendosi nell acqua presente nel terreno, contaminano le piante penetrando nei tuberi attraverso le gemme, negli stoloni e nella parte interrata del fusto. Le cellule invase dal fungo proliferano e originano masse tumorali e nelle stesse cellule della pianta ospite si producono sporangi estivi che liberano zoospore che avviano altri processi tumorali. Alla fine della stagione, in seguito alla riproduzione sessuata del fungo, si hanno le oospore. Le infezioni si verificano in seguito all utilizzo di tuberi-seme infetti, soprattutto nei terreni sciolti perché le zoospore riescono a muoversi più facilmente con l acqua ivi presente. DIFESA: eliminare il patogeno nei terreni contaminati è difficile per la grande resistenza degli sporangi a qualsiasi fungicida e per il lungo periodo di sopravvivenza delle oospore; impiegare tuberi-seme sani; nei terreni contaminati distribuire, dopo la raccolta e prima della lavorazione del terreno, calce spenta e distruggere le piante di patata cresciute l anno successivo dai tuberi erratici; sospendere per 10 anni la coltivazione della patata nei terreni infetti. zoctonia solani; Bas.). Il patogeno determina la marcescenza dei tessuti della parte interrata del fusto e del colletto. Poco sopra il colletto compare un manicotto feltroso di colore bianco, per cui questa manifestazione è conosciuta come calzone bianco . Le infezioni passano poi ai tuberi, sui quali il fungo forma placche crostose di colore nero. Il patogeno si conserva con sclerozi nel terreno e sui tuberi. DIFESA: impiego di tuberi-seme sani o conciati con tolclofos-methyl. aa o, na ia a ti ti na, Scabbia argentea e maculatura rugginosa** (Helminthosporium solani; Asc.). Il pa- ti eo ne oi, oi e ). ri G togeno determina, in genere, la comparsa di macchie argentee, isolate o confluenti, per effetto del sollevamento degli strati più esterni della buccia causato dal micelio fungino e l interposizione di un cuscinetto d aria. Gravi infezioni causano anche la maculatura ferruginosa di ampie porzioni della buccia. H. solani si conserva nel terreno e le infezioni avvengono fin dalla differenziazione dei tuberi, per poi aggravarsi nelle ultime fasi che precedono la raccolta e continuare perfino sulle patate in magazzino con penetrazione del patogeno attraverso le lenticelle. DIFESA: è imperniata su misure di prevenzione; utilizzare tuberi-seme sani o conciati con tiabendazole; evitare la prolungata permanenza nel terreno dei tuberi maturi; eliminare, alla raccolta, le patate con i sintomi della malattia e sospendere la coltivazione per 2-3 anni. b Cancrena umida e Gamba nera* (Pectobacterium atrosepticum; Gracilicutes). Le infe- zioni interessano dapprima il fusto causando la marcescenza e l annerimento dei tessuti a livello del colletto e della parte interrata, determinando la comparsa di un quadro G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 523 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini