SEZIONE G

G 524 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE sintomatologico noto come gamba nera . Le infezioni si propagano ai tuberi, attraverso ferite di varia origine o per via lenticellare, causando una forma di marciume molle con localizzazione ombelicale, o a livello lenticellare, che poi si allarga fino a distruggere l intero tubero. Le infezioni sui tuberi, iniziate in campo, proseguono anche durante la loro conservazione in magazzino. L agente responsabile sopravvive nel terreno e sui tuberi-seme. DIFESA: curare il drenaggio del terreno; asportare e distruggere le piante colpite e trattare con sali di rame; alla raccolta effettuare la cernita e l allontanamento dei tuberi infetti. Marciume anulare*** (Ralstonia solanacearum; Gracilicutes). Trattasi di una malattia comparsa in Italia nel 1995 in seguito all importazione, dall Olanda, di tuberi-seme infetti, per la quale vige il d.m. 6/11/1995 (G.U. 263 del 10/11/1995) che regola l introduzione e la commercializzazione sui mercati nazionali dei tuberi-seme di provenienza olandese. Le infezioni avvengono in campo e prendono origine da tuberi-seme infetti, con penetrazione del batterio attraverso ferite di varia origine. Il batterio si diffonde con il trasporto del terreno in occasione delle lavorazioni di rincalzatura e con l acqua piovana o irrigua. Le piante colpite originate dai tuberi-seme infetti avvizziscono. La malattia determina, sui tuberi, la comparsa di una forma di marciume batterico in prossimità degli occhi e l imbrunimento, più o meno continuo, dell anello vascolare. Dai tessuti alterati geme un essudato batterico vischioso di colore biancastro. Fattori favorevoli allo sviluppo della malattia sono temperature di 20-30 °C e un pH del terreno acido. DIFESA: impiego di tuberi-seme non contaminati; distruzione delle piante e dei tuberi infetti; ricorso ad ampie rotazioni. Scabbia comune** (Streptomyces scabies; Firmicutes). L agente responsabile è un actinobatterio che vive nel terreno e infetta i tuberi penetrando attraverso gli stoloni, le lenticelle e le ferite di varia origine, determinando la comparsa, sui tuberi, di tacche brunastre superficiali o ulcerose, infossate o in rilievo, in funzione del livello di suscettibilità varietale e della natura dei terreni. DIFESA: ricorso a lunghe rotazioni. ftpl Stolbur* (Candidatus Phytoplasma solani; Mollicutes). Il sintomo maggiormente carat- teristico è rappresentato dalla colorazione violacea e dall accartocciamento verso l alto, lungo la nervatura mediana, del lembo fogliare. Le piante colpite possono avvizzire oppure emettere numerosi germogli ascellari corti, con foglie di dimensione più piccola del normale e violacee. Riguardo agli aspetti epidemiologici del fitoplasma e le misure di DIFESA: ®Stolbur del pomodoro. v Accartocciamento** (Potato leafroll virus 5 PLRV, gen. Polerovirus). Si tratta di una virosi attualmente poco frequente nelle nostre coltivazioni. I suoi sintomi, nelle patate nate da tuberi sani e che contraggono l infezione nel corso del loro sviluppo (infezione primaria), consistono in una leggera decolorazione delle foglie apicali, che presentano anche i margini ripiegati verso l alto, nella direzione della nervatura mediana, assumono una posizione eretta, consistenza rigida e frattura vitrea. Le piante nate da tuberi infetti (infezione secondaria) rimangono più piccole di quelle sane, presentano un portamento eretto, per lo sviluppo in posizione verticale dei piccioli; le foglie appaiono fortemente accartocciate e ispessite; le piante infette producono pochi tuberi. L agente della malattia, in pratica specifico della patata, si trasmette attraverso tuberi-seme e afidi in modo persistente, soprattutto Myzus persicae. Le piante originate da tuberi infetti costituiscono la principale sorgente d inoculo per gli afidi vettori. DIFESA: nelle G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 524 5/30/18 9:52 AM c d te d d d M m le p c M Y s in n c n h ( A d t d c c in in s D s n ® M P p m p e s c s pp C a r a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini