SEZIONE G

re ee ui e o a nnee si n on e. ri o ei n i, cdi to, pa e a e e o ori ro e e ri e P Patata (Solanum tuberosum) G 525 coltivazioni per la produzione di tuberi da consumo la virosi si contiene con l impiego di tuberi-seme virus esenti, la soppressione delle piante originate da tuberi rimasti nel terreno da coltivazioni precedenti ed, eventualmente, la lotta ai vettori. Nelle colture da riproduzione si basa sulla loro realizzazione in ambienti sfavorevoli allo sviluppo degli afidi, sull impiego di tuberi-seme provenienti da centri di selezione sanitaria, sulla distruzione delle piante con sintomi e sulla lotta chimica ai vettori. Mosaico latente** (Potato virus S 5 PVS, gen. Carlavirus). Si distingue per una leggera maculatura delle foglie che possono assumere anche una tinta bronzea e presentare il lembo bolloso. L agente della virosi si trasmette tramite tuberi-seme, per contatto tra piante infette e sane, e per mezzo di afidi in modo non persistente. DIFESA: si esegue con gli stessi indirizzi indicati per la virosi seguente. Mosaico nervale*** e Maculatura anulare necrotica del tubero*** (Potato virus Y 5 PVY, gen. Potyvirus). PVY, frequente nelle nostre coltivazioni di solanacee, presenta numerosi ceppi che si distinguono sulla base dei sintomi indotti nelle piante infettate e per la loro elevata attitudine ad adattarsi a nuovi ospiti. Il mosaico nervale, nelle piante ammalatesi nel corso del loro sviluppo (infezione primaria), si manifesta con una debole mosaicatura, accompagnata dalla deformazione delle foglie e dalla necrosi di brevi tratti delle nervature, visibile nella pagina inferiore. Le piante che hanno contratto l infezione nelle fasi iniziali di vegetazione o originate da tuberi infetti (infezione secondaria) presentano una marcata riduzione di sviluppo e di produzione. Alcuni ceppi di PVY, cosiddetti necrogenici, in alcune varietà determinano la necrosi di buona parte delle nervature che col tempo si estende al picciolo e ai fusti, associata alla riduzione di produzione e a una minore conservazione dei tuberi. Altri ceppi del virus, agenti della maculatura anulare necrotica e ormai prevalenti nelle nostre coltivazioni, inducono sintomi molto lievi nella vegetazione, mentre sui tuberi provocano lievi rigonfiamenti dell epidermide, di colore rosso-bruno, che con il tempo si infossano leggermente, accompagnati dall imbrunimento dei tessuti sottostanti. PVY infetta numerose piante, sia coltivate che spontanee, appartenenti a diverse famiglie; si propaga attraverso tuberi-seme e afidi secondo la modalità della non persistenza. DIFESA: consiste nell impiego di tuberi-seme virus esenti, nella distruzione delle erbe spontanee all interno e nella vicinanza di coltivazioni di patata e nella soppressione delle piante originate da tuberi rimasti nel terreno da coltivazioni precedenti. ®anche Accartocciamento della solanacea. G Mosaico rugoso** (Potato virus Y 5 PVY, gen. Potyvirus; Potato virus X 5 PVX, gen. Potexvirus). dovuto alla presenza di PVY e PVX nella stessa pianta. Le piante infette presentano le foglie adulte bollose, con i margini increspati e le nervature necrotiche, mentre quelle apicali manifestano una debole maculatura clorotica, hanno uno sviluppo vegetativo stentato e scarsa produttività. PVX ha un ampio spettro di ospiti naturali e per lo più infetta le piante di patata in maniera latente; si trasmette attraverso tuberiseme infetti e per contatto. La combinazione dei due virus si realizza quando una pianta che ha contratto l infezione di PVX dal tubero è infettata tramite afidi con PVY. DIFESA: si esegue con gli stessi indirizzi indicati per la virosi precedente. pp Cuscuta* (Cuscuta spp.; Tub. Cusc.). una pianta parassita che con il fusto filiforme avvolge l apparato aereo, esercitando un azione di soffocamento, e con austori perfora i tessuti del fusto per raggiungere i fasci vascolari e sottrarre la linfa. La diffusione avviene tramite i semi caduti a terra o portati in campo con le letamazioni e destinati a G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 525 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini