SEZIONE G

G 526 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE germinare in genere l anno dopo la loro formazione. DIFESA: bloccare l estendersi delle prime zone infestate ricorrendo al trattamento localizzato con disseccanti, utilizzo di pendimetalin in pre-emergenza. g Limacce* (Arion spp., Deroceras reticulatum; Gast. Arion. e Agriolim.). Sui tuberi compiono perforazioni rotonde, di diametro nettamente superiore a quelle prodotte dagli elateridi, che si approfondiscono nel parenchima amilifero. Le patate danneggiate vanno incontro a processi di marcescenza fungina o batterica e sono in ogni modo non commerciabili. Il contenimento dei danni delle limacce è problematico in quanto rimangono interrate. DIFESA: non prolungare la permanenza dei tuberi maturi nel terreno; evitare irrigazioni tardive. mm Arvicola del Savi* (Microtus savii; Cric.). Compie profonde erosioni sui tuberi maturi. L arvicola è diffusa in tutta l Italia, tranne la Sardegna e le regioni nord-orientali. Questa specie scava un complicato ed esteso sistema di gallerie che si aprono all esterno con un foro circolare. La sua attività riproduttiva si svolge con continuità, dalla primavera all autunno, con eventuale sospensione nei periodi più caldi. La maturità sessuale è raggiunta in circa 50 giorni, la gestazione dura 24 giorni, il tempo tra una gestazione e l altra è in media di 30 giorni e si hanno 4-5 parti all anno con una media di 3-4 nati per parto. DIFESA: distribuzione di esche commerciali, specifiche per arvicole, da localizzare entro i fori delle gallerie presenti nel terreno. fis Cuore cavo*. Consiste nella comparsa di una cavità nella parte centrale del tubero. Si tratta di una alterazione di origine idropatica legata al rapido accrescimento dei tessuti parenchimatici esterni rispetto a quelli interni, con conseguenti azioni di stiramento su questi ultimi e formazione di una cavità, le cui pareti imbruniscono in seguito alla suberificazione superficiale dei tessuti. Le cause sono da attribuire a forti precipitazioni e apporti di acqua irrigua dopo periodi di carenza idrica. DIFESA: regolarizzare gli interventi irrigui. Cuore nero*. Si tratta dell annerimento della parte centrale del tubero. conseguente alla permanenza del tubero in ambiente asfittico e alla produzione di tirosina, enzimaticamente trasformata in sostanze nere (umine e melanine). L alterazione può comparire in campo, per effetto dell azione asfittica di abbondanti piogge, o in magazzino se i tuberi sono conservati in mucchi, in ambienti chiusi e poco arieggiati. Il fenomeno è tanto più rapido quanto più elevata è la temperatura. DIFESA: conservazione dei tuberi in cassoni o su strati sottili, in ambienti freschi e arieggiati. Proliferazione degli occhi*. un fenomeno idropatico consistente nella formazione di vistose prominenze (bernoccoli) del tubero in corrispondenza degli occhi . Si verifica quando, dopo periodi di siccità, intervengono copiose precipitazioni o irrigazioni che favoriscono un abnorme sviluppo delle parti del tubero che portano gli occhi. DIFESA: regolarizzazione degli interventi irrigui, soprattutto dopo periodi di carenza idrica. Suberosi poligonale*. un fenomeno di natura idropatica, per effetto del quale il periderma della parte ombelicale o distale del tubero subisce un veloce accrescimento e si spacca formando scaglie di forma irregolarmente poligonale con i margini leggermente sollevati. DIFESA: regolarizzare gli interventi irrigui durante le fasi di accrescimento e maturazione dei tuberi. Tuberomania*. un fenomeno per il quale il tubero sviluppa tuberetti secondari. Avviene quando, a una primavera siccitosa, segue un periodo con frequenti precipitazioni G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 526 5/30/18 9:52 AM o d i C b v o d in T ta D v i M s n m l A e n A tà in n in p A fo a A in s u p A d m s g r m

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini