Pero

G 532 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE profondamente deformati e con aree necrotiche. Per gli aspetti di ordine epidemiologico di PVY e le misure di DIFESA: ®Mosaico nervale della patata. c fis Fitotossicità da insetticidi*. In serra le applicazioni di fosforganici in formulazione li- A quida emulsionabile possono portare a leggere deformazioni delle foglie, che ricordano i danni da diserbanti ormonici (es. 2,4 D). Maggiormente sensibili sono le giovani piante. DIFESA: evitare l impiego di formulazioni liquide emulsionabili nelle colture in serra o utilizzarle al dosaggio minimo di etichetta e arieggiare l ambiente dopo il trattamento. Colpo di sole*. Gli eccessi di luminosità e di calore causano ustioni sulle bacche. Sono interessate solo quelle più vicine al suolo, in quanto risentono maggiormente dell azione di riverbero, e sono maggiormente esposte le piante che hanno subito defogliazioni e quelle con sesti d impianto troppo larghi. DIFESA: adozione di razionali tecniche colturali (scelta del sesto d impianto, eventuale pacciamatura con paglia del terreno, conservazione di un buon apparato fogliare, ecc.). Pero (Pyrus communis) i Afide bruno* (Melanaphis pyraria; Rinc. Afid.). Le forme attere sono di colore nero e vivono riunite in colonie sulla pagina inferiore delle foglie. Sverna allo stato di uovo durevole ed è a comportamento dioico, con ospiti secondari rappresentati da piante di Poa e Brachypodium. DIFESA: contenimento indiretto delle infestazioni con l intervento aficida realizzato contro Dysaphis pyri. A r D A c c d b A r p g o c d m A Afide delle cucurbitacee* (Aphis gossypii; Rinc. Afid.). un afide con forme attere di m ® fr Afide grigio*** (Dysaphis pyri; Rinc. Afid.). un afide con forme attere di colore viola- c c r fi p n le c colore bluastro. Origina infestazioni estive sui germogli, ad opera di forme provenienti da diversi ospiti. ®Melone per gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale ricorso a un intervento aficida. ceo che infesta la pagina inferiore delle foglie, i germogli e i fiori. Causa accartocciamenti fogliari, con conseguente disseccamento delle foglie o ingiallimenti dei tessuti che rimangono visibili per l intera stagione vegetativa. Le punture compiute sui fiori e sui frutticini appena formati portano alla comparsa di frutti malformati. L afide sverna allo stato di uovo durevole deposto sui rami. In estate migra su ospiti secondari del genere Galium, per poi immigrare di nuovo sul pero in autunno, dove chiude il ciclo con la deposizione delle uova durevoli. DIFESA: intervento prefiorale o dopo la fioritura con aficidi (acetamiprid, flonicamid). Afide lanuginoso** (Eriosoma lanuginosum; Rinc. Afid.). L afide è caratterizzato da in- dividui coperti di lanosa e candida escrezione cerosa che infestano le radici. Le infestazioni sono occasionali, con popolazioni poco numerose. L afide svolge un ciclo dioico che viene completato sull olmo, al quale si rimanda per ulteriori notizie in merito al comportamento biologico. DIFESA: non necessaria. Afide nero** (Anuraphis farfarae; Rinc. Afid.). una specie la cui fondatrice (di colore nero) e la sua discendenza di fondatrigenie (di colore giallognolo) vivono fra le due metà del lembo fogliare, ripiegate lungo la nervatura mediana. L afide compie un olociclo dioico. Sverna con uova durevoli deposte sui rametti e ha come ospite secondario le piante di farfarella (Tussilago farfara), sulle cui radici si svolgono generazioni estive di esuli. DIFESA: non necessaria con trattamento specifico in quanto le infestazioni vengono contenute indirettamente dall intervento aficida realizzato contro Dysaphis pyri. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 532 5/30/18 9:52 AM A B n B C b la C c b C r D

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini