SEZIONE G

P Pero (Pyrus communis) G 533 i- Afide verde degli agrumi** (Aphis spiraecola; Rinc. Afid.). un afide giallo verdognolo che infesta le giovani foglie e i germogli. ®Melo per gli aspetti biologici e la difesa. io na o. Afide verde del melo** (Aphis pomi; Rinc. Afid.). un afide con forme attere di colo- o oni e o, e o di n- re verde che infestano le giovani foglie e i germogli. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con aficidi (acetamiprid, thiametoxam, imidacloprid, flonicamid). Afide verde del pero* (Dentatus reaumuri; Rinc. Afid.). un afide con forme attere di colore verde, il cui corpo è coperto di leggera formazione cerosa. Infesta le foglie senza causare apprezzabili danni. Compie un olociclo dioico, con ospiti secondari costituiti dalle piante del gen. Galium e svernamento allo stato di uovo durevole deposto alla base delle gemme o nelle screpolature corticali. DIFESA: non necessaria. Agrilo* (Agrilus sinuatus; Col. Buprest.). Ha adulti lunghi 7-10 mm, di colore bronzeo ramato. In maggio-giugno le femmine depongono uova isolate entro depressioni o screpolature corticali dei rami o alla base del fusto degli astoni in vivaio. La larva scava una galleria sottocorticale, riempita di compatta rosura, con decorso a zig-zag nei grossi rami o a spirale in quelli di diametro ridotto. A maturità la larva si impupa all interno di una cella scavata all estremità della sua galleria. Il ciclo di sviluppo è completato in un paio d anni o addirittura in 3 anni per le popolazioni derivanti dagli adulti comparsi tardivamente e negli ambienti di montagna. DIFESA: distruzione dei rami e degli astoni infestati. Antonomo del melo* (Anthonomus pomorum; Col. Curcul.). La larva divora gli ele- di ti n menti interni del fiore, impedisce l apertura della corolla e ne causa il disseccamento. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria per la scarsa percentuale di frutti coinvolti nel danno. aati e a en a Antonomo del pero* (Anthonomus pyri; Col. Curcul.). Gli adulti (lunghi circa 4 mm, di colore bruno rossiccio, con una fascia trasversale sulla metà distale di ciascuna elitra) compaiono in maggio. Essi si alimentano compiendo piccole erosioni fogliari per poi rifugiarsi ed estivare. In autunno perforano la base delle gemme a legno e depongono, fino a tutto novembre, uova isolate nelle gemme a frutto. Le ovodeposizioni possono proseguire all inizio della primavera, da parte di femmine che hanno superato l inverno. Le larve nascono in febbraio e completano lo sviluppo in aprile, dopo aver svuotato le gemme. Il nuovo adulto fuoriesce aprendosi un foro nella gemma svuotata e disseccata. DIFESA: non necessaria essendo i danni di trascurabile interesse. nao al e e io e n. G Bombice gallonato* (Malacosoma neustria; Lepid. Lasioc.). Le larve compiono erosio- ni fogliari. ®Mandorlo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kustaki o B. th. var. aizawai alla nascita delle larve. Cacecia dei frutti*** (Archips podanus; Lepid. Tortr.). Le larve compiono erosioni su bottoni fiorali, foglie e frutti. ®Melo per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Cacecia dei germogli*** (Archips rosanus; Lepid. Tortr.). Le larve compiono erosioni a carico delle giovani foglie e sui frutticini. ®Melo per i caratteri dell insetto, gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. Capnodio del pero* (Chalcophorella fabricii; Col. Bupr.). Le larve scavano galle- rie sottocorticali del tronco e delle grosse branche, solo su piante molto vecchie. DIFESA: distruzione dei rami deperiti e infestati. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 533 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini