SEZIONE G

e, ti e e a a o oin o a. ne ni o a ni ni e e a a a. di o. ri o. e ra a. o a, ), m el a P Pero (Pyrus communis) G 535 deposte in autunno entro incisioni semilunari doppie e contrapposte effettuate nei rami del pero e di svariate piante arboree e arbustive. Le neanidi nascono in maggio e lasciandosi cadere sulla vegetazione sottostante si sviluppano su medica, trifoglio ed erbe spontanee. I danni interessano occasionalmente le giovani piante in allevamento, sulle quali le lesioni conseguenti alle ovodeposizioni ostacolano il regolare sviluppo dei rami. DIFESA: ricorrere allo sfalcio della vegetazione sottostante le piante per impedire lo sviluppo delle forme giovanili. Cimice asiatica** (Halyomorpha halys; Rinc. Pentat.). ®Melo per i caratteri distintivi e gli aspetti biologici. Relativamente ai danni, le punture compiute sui giovani frutti in accrescimento portano alla comparsa di infossature imbutiformi e deformazioni, mentre quelle effettuate sui frutti prossimi alla raccolta causano la comparsa di aree più o meno estese, con sottostanti tessuti spugnosi e in disfacimento. DIFESA: il problema del contenimento della popolazione della cimice e dei relativi danni è complesso e i preparati autorizzati o ammessi contro altri insetti vanno attentamente valutati per le loro ripercussioni negative verso le popolazioni degli antagonisti della psilla. Cocciniglia di S. José*** (Quadraspidiotus perniciosus; Rinc. Diasp.). Infesta i rami, causandone il deperimento e, talora, il disseccamento, mentre sui frutti determina la comparsa di macchie rossastre in corrispondenza dei punti di insediamento delle neanidi. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervenire a fine inverno con olio bianco pyriproxyfen. Alla nascita delle neanidi della prima generazione, ed eventualmente anche della seconda, intervenire con clorpirifos-metile, fosmet, spirotetramat. G Cocciniglia farinosa del banano** (Pseudococcus comstocki; Rinc. Pseud.). ®Pesco per i carateri dell insetto e gli aspetti biologici; DIFESA: ricorso al trattamento con spirotetramat alla schiusura delle uova. Cocciniglia farinosa del viburno** (Pseudococcus viburni; Rinc. Pseud.). ®Kaki per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con spirotetramat alla nascita delle neanidi. Cocciniglia grigia del pero* (Epidiaspis leperii; Rinc. Diaspid.). La femmina ha il corpo rosso vinoso, protetto da un follicolo rotondeggiante di colore grigiastro. Infesta i rami. Compie una generazione all anno, sverna come femmina fecondata e le neanidi nascono scalarmene per oltre un mese, a partire dalla fine di maggio. DIFESA: intervento a ingrossamento gemme con olio bianco; eventuale intervento alla nascita delle neanidi con l impiego di olio bianco, clorpirifos-metile, fosmet. Eulia*** [Argyrotaenia ljungiana (5 A. pulchellana); Lepid. Tortr.]. Le larve (intera- mente verdi, lunghe 15-18 mm) danneggiano le foglie poste all apice dei germogli e compiono erosioni superficiali sui frutti. ®Melo per i caratteri morfologici, gli aspetti biologici e la difesa. Euprottide* (Euproctis chrysorrhoea; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare la vegetazione di piante ubicate in collina, in prossimità di macchie boschive. ®Ciliegio per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa dell infestazione larvale. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 535 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini