SEZIONE G

o, e o e a- ati o a me o P Pero (Pyrus communis) G 537 intervento con etofenprox in seguito a catture di adulti realizzate con trappole cromotropiche gialle, innescate o meno con trimedlure, oppure ricorso all impiego di acetamiprid, fosmet e di attract and kill con deltametrina. Oplocampa*** (Hoplocampa brevis; Imen. Tentred.). Le larve scavano una galleria nei giovani frutti da poco allegati, causandone la perdita. Gli adulti compaiono all epoca della fioritura. Le femmine depongono uova singole, inserendole nei tessuti del calice. La larva neonata penetra nel frutticino appena allegato distruggendone la parte interna e causandone la cascola. Essa completa lo sviluppo distruggendo un secondo ed eccezionalmente un terzo frutto, per poi scendere nel terreno, trascorrere l inverno all interno di un bozzolo e compiere la metamorfosi all inizio della primavera successiva. DIFESA: intervento a caduta petali con acetamiprid, thiacloprid, imidacloprid dopo aver riscontrato ovodeposizioni su almeno il 10-15% dei corimbi fiorali o dopo aver rilevato il volo degli adulti con l impiego di trappole cromotropiche tipo Rebell di colore bianco. ti uoi A: a Orgia* (Orgyia antiqua; Lepid. Limant.). Le larve compiono erosioni fogliari e alla su- n in Piralide dei frutti o euzofera* (Europhera bigella; Lepid. Piral.). Le larve (di colore gri- ae ti Piralide del mais** (Ostrinia nubilalis; Lepid. Cramb.). Le larve, viventi abitualmente sul mais, scavano gallerie nei frutti in prossimità della raccolta. Le infestazioni possono derivare da larve nate da ovodeposizioni effettuate sui frutti o da altre che hanno abbandonato piante erbacee infestanti che si sono disseccate per poi proseguire lo sviluppo sulle pomacee. Attacchi importanti si verificano su Abate Fétel dei pereti adiacenti a colture di mais, soprattutto in seguito alla trebbiatura. DIFESA: intervento con teflubenzuron al rinvenimento di ovature sui frutti o ricorso al trattamento larvicida con indoxacarb alla nascita delle larve. a o di e ael i, e di ti el e perficie dei frutti. ®Melo per i caratteri dell insetto, gli aspetti biologici e la difesa. Pandemis*** (Pandemis cerasana; Lepid. Tortr.). Le larve compiono erosioni sui botto- ni fiorali, sulle foglie poste all apice dei germogli e alla superficie dei frutti. ®Melo per i caratteri dell insetto, gli aspetti biologici e i provvedimenti di lotta. G gio scuro, con capo bruno chiaro, lunghe 10-12 mm) si insediano su frutti danneggiati da altri insetti (ricamatori), dalla grandine e dagli uccelli (soprattutto gazze). ®Melo per gli aspetti biologici e la difesa. Psille*** (Cacopsylla pyri, C. pyricola, C. pyrisuga, C. melanoneura; Rinc. Psill.). Infe- stano le foglie e i germogli. La melata prodotta imbratta la vegetazione e i frutti e sulla stessa si sviluppa la fumaggine. Su alcune varietà (S. Maria e Rosada) le punture compiute sui frutti portano alla comparsa di punteggiature necrotiche, con conseguenti perdite del valore commerciale. Le punture di C. pyrisuga compiute sulle giovani foglie causano deformazioni del lembo fogliare. Svernano allo stato adulto: le prime tre riparate sui peri, C. melanoneura e C. pyrisuga su conifere. In febbraio vengono deposte le uova della prima generazione. C. pyricola e C. pyri rimangono sul pero, svolgendo 3-5 generazioni; C. pyrisuga e C. melanoneura migrano in estate su conifere, sulle quali estivano e svernano. DIFESA: adozione di linee di difesa con l impiego di preparati a debole impatto contro gli antagonisti delle psille (Anthocoris nemoralis, in primo luogo); raggiungimento di un giusto rapporto vegetativo/produttivo attraverso G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 537 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini