SEZIONE G

G 538 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE razionali potature e concimazioni; dilavamento della melata con impiego di saponi di sali potassici; intervento alla nascita delle neanidi con olio bianco estivo, abamectina, spirodiclofen. n p s Rinchite dei germogli* (Rhynchites caeruleus; Col. Attel.). un piccolo curculionide, T lungo circa 3 mm, di colore blu metallico, che compie incisioni sul tratto terminale dei germogli. ®Melo per gli aspetti biologici e la difesa. t s v a d v fo r p u Rodilegno giallo*** (Zeuzera pyrina; Lepid. Coss.). Le larve scavano gallerie ascendenti nei rametti e nel fusto, dal cui foro esce rosura sotto forma granulare. ®Melo per i caratteri del lepidottero, gli aspetti biologici e la difesa. Rodilegno rosso*** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve scavano profonde gallerie nella parte basale del tronco, dal cui foro fuoriesce rosura sotto forma stopposa. ®Melo per i caratteri del lepidottero, gli aspetti biologici e la difesa. Saturnia* (Saturnia pyri; Lepid. Saturn.). Le larve (verdastre con sei tubercoli azzurri su ciascun segmento addominale, lunghe a maturità 10-11 cm) compiono erosioni fogliari. Gli adulti (90 mm di apertura alare nel maschio e 150-170 mm nella femmina) hanno ali bruno-rossastre con una macchia ocellata nel mezzo del campo alare di ciascuna ala. Essi volano in aprile-maggio e depongono alcune centinaia di uova, incollandole ai rametti. Le larve raggiungono la maturità in agosto e si incrisalidano all interno di un grosso bozzolo sericeo piriforme, di colore bruno, tessuto alla biforcazione dei rami o aderente al tronco, in posizioni riparate. Nello stato di crisalide il lepidottero può rimanere in diapausa per un secondo inverno. DIFESA: non necessaria. Scolitide dei fruttiferi* (Scolytus rugulosus; Col. Scol.). Gli adulti si alimentano com- piendo fori alla base dei dardi, all ascella dei piccioli fogliari e alla biforcazione dei rametti causando deperimenti vegetativi. Le larve scavano invece gallerie sottocorticali nei rami di piante deperite per la siccità o per altre cause. Compie 2 generazioni all anno, con sciamatura degli adulti in maggio-giugno e in agosto-settembre, mentre l inverno viene trascorso allo stato larvale. Le femmine scavano una galleria materna longitudinale, nel senso delle fibre, lungo le pareti della quale depongono le uova. Le larve scavano invece gallerie individuali che si dipartono da quella materna. DIFESA: mantenere le piante in buone condizioni vegetative al fine di evitare situazioni di stress favorevoli agli attacchi dello scolitide ed eliminare i rami deperiti e quelli che albergano le covate dell insetto; privilegiare l impiego di fosforganici nella lotta contro i carpofagi (Cydia pomonella e ricamatrici), se i tempi di applicazione contro questi coincidono con il momento di sciamatura degli adulti. Sesie** (Synanthedon myopaeformis, S. typhiaeformis; Lepid. Ses.). Le larve (di colore bianco giallastro, lunghe fino a 20-25 mm) scavano gallerie sottocorticali nelle grosse branche. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con clorpirifos in occasione della nascita delle larve. Tentredine delle foglie* (Micronematus abbreviatus; Imen. Tentred.). Le larve (verdi, lunghe circa 10 mm) compiono erosioni fogliari formando un ampia fenestratura rotondeggiante, all interno della quale la larva si mantiene aggrappata al bordo eroso. Gli adulti compaiono durante la fioritura e le femmine depongono le uova in modo isolato, inserendole entro incisioni praticate nel lembo fogliare. Dopo circa 3 settimane dalla G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 538 5/30/18 9:52 AM T p z e te g d s d T c p d m b s v te T c c d m n s v la X n p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini