SEZIONE G

P Pero (Pyrus communis) G 539 di a, nascita le larve raggiungono la maturità e si lasciano cadere al suolo per interrarsi e impuparsi all interno di un bozzoletto, per poi svernare e compiere la metamorfosi nella successiva primavera. DIFESA: non necessaria. e, ei Tignola orientale*** (Cydia molesta; Lepid. Tortr.). Il tortricide, abitualmente infeuda- ti a- e o u i. o a ai n o a- mei ini e a. A: s o gi o e e o- i, oli o, a to al pesco, attacca i frutti in prossimità della raccolta. Gli adulti, provenienti dall esterno del pereto, ovidepongono sui frutti. Le larve (provviste di pettine anale) scavano gallerie senza raggiungere la zona carpellare. Gli attacchi si verificano in genere a partire dalla metà di agosto e sono temibili soprattutto sulla cv. Abate Fétel, che si dimostra quella più suscettibile. DIFESA: interventi, a partire dal momento del rinvenimento delle prime ovodeposizioni, sui frutti con chitinoinibitori (triflumuron), fosmet e altri preparati con periodo di carenza compatibile con l imminente raccolta; raccolta immediata alla scadenza del periodo di sicurezza dell ultimo trattamento; rapido passaggio dei frutti in cella frigorifera per arrestare lo sviluppo embrionale delle uova ancora da schiudersi. Tingide del pero** (Stephanitis pyri; Rinc. Ting.). Adulti e forme giovanili infestano la pagina inferiore delle foglie. Con le loro punture di nutrizione causano la depigmentazione delle foglie, mentre la pagina inferiore viene imbrattata da numerose goccioline escrementizie dall aspetto bituminoso. Forti infestazioni possono comparire sulle piante dei piccoli frutteti famigliari e in quelli condotti con tecniche biologiche. Compie 3 generazioni all anno. Depone le uova inserendole entro i tessuti della pagina inferiore delle foglie. Sverna allo stato adulto, riparato sulla pianta o in mezzo alla lettiera sottostante. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con piretro, etofenprox e sospensioni del fungo antagonista Beauveria bassiana. G Tortrice verde*** (Pandemis heparana; Lepid. Tortr.). caratterizzata da larve lunghe circa 20 mm, interamente verdi e con verruche pilifere più chiare del corpo, che compiono erosioni su bottoni fiorali, foglie e sulla superficie dei frutti. Gli adulti (20 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori di colore ocraceo-bruno, attraversate trasversalmente da una fascia mediana più scura, più marcata nel maschio. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento prefiorale o a caduta petali, contro le larve che hanno svernato, con l impiego di tebufenozide, metossifenozide, indoxacarb; intervento estivo, contro le larve neonate, impiegando Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, tebufenozide, metossifenozide, indoxacarb, spinosad, clorpirifos, clorpirifos-metile. Tortrice verde scura* (Hedya nubiferana; Lepid. Tortr.). Le larve (di colore verde intenso con capsula cefalica, placca pronotale, placca anale e verruche pilifere di colore nero) compiono erosioni fogliari all inizio della stagione vegetativa. Gli adulti (circa 20 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori con la metà prossimale grigio-bruna e variegata, mentre quella distale è biancastra. Essi volano da metà maggio a tutto giugno. Le larve neonate, senza nutrirsi, entrano in diapausa all interno di un piccolo ricovero sericeo tessuto all ascella delle gemme, per poi svernare e riprendere l attività all inizio dell attività vegetativa della pianta. DIFESA: intervento prefiorale o a caduta petali, contro le giovani larve, con l impiego di tebufenozide, metossifenozide, indoxacarb. Xileboro** (Anisandrus dispar ; Col. Scol.). Gli adulti (bruno lucenti con torace bruno nerastro, lunghi 2-3,5 mm) compaiono alla fine di aprile. Le femmine forano la corteccia per poi scavare una galleria ad anello intorno al cilindro legnoso, dalla quale si dipartono G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 539 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini