SEZIONE G

G 540 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE verso il basso e verso l alto gallerie verticali, all interno delle quali vengono deposte le uova. Le larve non scavano gallerie individuali, ma si nutrono del micelio di funghi monilioidi (Monilia candida) che si sviluppano all interno dei cunicoli e i cui conidi vengono inoculati dagli adulti durante le loro escavazioni. Le larve giungono a maturità in luglio, quindi si impupano per dare i nuovi adulti in agosto. Questi rimangono in diapausa all interno delle celle d impupamento per poi fuoriuscire nella successiva primavera. DIFESA: asportazione e bruciatura dei rami infestati; ricorso a operazioni di monitoraggio con l impiego di trappole cromotropiche di colore rosso tipo Rebell; trattamento con insetticidi ad azione abbattente, da effettuarsi in occasione della fuoriuscita degli adulti. a Ragnetto rosso comune** (Tetranychus urticae; Acar. Tetranich.). Infesta le foglie causando la depigmentazione e la bronzatura dei tessuti. Compie più generazioni all anno e sverna allo stato adulto su piante erbacee, dalle quali migra sul pero. Gli attacchi avvengono in piena estate e favoriscono le manifestazioni di brusone su Conference. DIFESA: ricorso al trattamento con gli acaricidi indicati per Panonychus ulmi. Ragnetto rosso dei fruttiferi*** (Panonychus ulmi; Acar. Tetranich.). Infesta le foglie e con la sua attività trofica causa la bronzatura del lembo. Compie diverse generazioni all anno e sverna con uova deposte sulla corteccia dei rami di più anni. Le infestazioni sono temibili soprattutto sulla cv. Conference in quanto sono determinanti per la comparsa delle manifestazioni di brusone . DIFESA: ricorso al trattamento con acaricidi (abamectina, etoxazole, exitiazox, fenazaquin, fenpiroximate, piridaben, tebufenpirad, ecc.). e Eriofide galligeno o vescicoloso** (Eriophyes pyri; Acar. Eriof.). Causa la comparsa di numerose piccole galle di colore verde o rossastro, interessanti le foglie e, talora, i frutticini appena formati. Le foglie disseccano, mentre gli attacchi sui frutti portano alla comparsa di ampie tacche depresse e rugginose. L eriofide sverna con femmine riunite in gruppi sotto le perule delle gemme. All inizio della stagione vegetativa penetra nei tessuti delle giovani foglie e del ricettacolo fiorale causando la formazione di piccole galle. Compie 2-3 generazioni all anno, svolte all inizio della stagione vegetativa. DIFESA: intervento con olio bianco nelle fasi di gemma rigonfia o di rottura gemme. Eriofide rugginoso*** (Epitrimerus pyri; Acar. Eriof.). L eriofide causa la comparsa di una rugginosità localizzata intorno alla cavità calicina, che si estende talora a tutta la metà distale del frutto. I danni interessano alcune cv. suscettibili (Decana, William e Guyot). Sulle foglie più giovani causa l imbrunimento della pagina inferiore del lembo. L eriofide sverna con colonie di femmine riparate sotto le perule delle gemme o nelle screpolature corticali dei rametti e, all inizio della primavera, infesta i frutticini appena formati. In un anno compie oltre una decina, e anche più, di generazioni. DIFESA: su piante in produzione, intervento a rottura gemme con olio bianco o a caduta petali con l impiego di spirodiclofen, fenazaquin, fenpiroximate; su piante in allevamento intervento con acaricidi (spirodiclofen, fenazaquin, fenpiroximate) alla comparsa delle prime manifestazioni di danno. mm Arvicole* (Microtus arvalis, Microtus savii; Cric.). Compiono erosioni sulle radici prin- cipali e sul tratto interrato del fusto (®Melo). Fauna selvatica (lepre e capriolo)*. Questi mammiferi compiono decorticazioni sulla parte basale del fusto delle giovani piante, compromettendone lo sviluppo. DIFESA: protezione della parte basale del tronco con manicotti di rete o di plastica. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 540 5/30/18 9:52 AM c f M u c c e m z q s d p A fe d c ia S B è r C D M s F P te le la b c n fr to a o n c s r m z fo a fo fe

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini