SEZIONE G

e mei si a ti rdi oo. o. aa ni na- e e i, o a a ), ul e ui e aA: d, r e, ae e b, P Pesco (Prunus persica) G 547 Afide sigaraio** (Myzus varians; Rinc. Afid.). L afide invade le foglie, causando l accar- tocciamento longitudinale delle due metà del lembo fogliare, verso la pagina inferiore, per cui le foglie attaccate assumono l aspetto di un sigaro, da cui deriva il nome che gli è valso. L afide svolge un ciclo dioico, svernando allo stato di uovo durevole sul pesco. Le fondatrici, nate alla comparsa dei bottoni rosa, originano una discendenza di fondatrigenie attere. In estate compaiono forme alate che migrano sulle piante di vitalba, sulle quali si susseguono generazioni di atteri e alati. In autunno ritorna sul pesco, sul quale il ciclo annuale si conclude con la deposizione delle uova durevoli da parte delle femmine anfigoniche. DIFESA: valgono i provvedimenti indicati per Myzus persicae. Afide verde*** (Myzus persicae; Rinc. Afid.). l afide più comune, responsabile dell ac- cartocciamento delle giovani foglie poste all apice dei germogli. Sulle cv. di nettarine le colonie invadono anche i frutticini che, in seguito alle punture, si deformano e subiscono danni irrimediabili. L afide svolge un ciclo dioico, svernando allo stato di uovo durevole sul pesco. Le fondatrici, nate alla comparsa dei bottoni rosa, originano una discendenza di fondatrigenie attere. In estate, compaiono forme alate che migrano su numerose piante appartenenti a svariate famiglie (solanacee in particolare), sulle quali si susseguono generazioni di atteri e alati. In autunno ritorna sul pesco, sul quale il ciclo annuale si conclude con la deposizione delle uova durevoli da parte delle femmine anfigoniche. DIFESA: intervento nella fase fenologica dei bottoni rosa con l impiego di piretroidi (deltametrina, lambda-cialotrina, tau-fluvalinate), flonicamid, acrinatrina o trattamento in postfioritura con neonicotinoidi (imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid), spirotetramat, thiacloprid. G Anarsia*** (Anarsia lineatella; Lepid. Gelech.). La larva (bruna, con spazi intersegmen- tali più chiari) mina i germogli e compie erosioni intorno alla zona peduncolare. ®Albicocco per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso alle tecniche della confusione e del disorientamento sessuale; intervento con chitinoinibitori (triflumuron) alla deposizione delle uova e successivi interventi, alla nascita delle larve, con fosforganici (clorpirifos, fosmet), thiacloprid, spinosad, emamectina-benzoato, clorantraniliprole, indoxacarb, etofenprox, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. Cacecia dei frutti* (Archips podanus; Lepid. Tortr.). Le larve compiono ampie erosioni localizzate intorno alla zona peduncolare. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento alla comparsa delle larve con Bacillus thuringiensis var. kustaki e aizawai, indoxacarb, ecc. Capnodio** (Capnodis tenebrionis; Col. Bupr.). Le larve scavano gallerie, compattate di fine rosura, sotto l anello corticale delle grosse radici e della parte interrata del fusto. Gli adulti divorano il picciolo delle foglie, causando defogliazioni e compiono erosioni sui brindelli causando emissioni di gomma e il loro disseccamento. I danni interessano le piante che soffrono la siccità estiva e localizzate nelle regioni meridionali e nelle Isole. Le piante gravemente colpite deperiscono e disseccano. ®Albicocco per le caratteristiche morfologiche e gli aspetti biologici dell insetto. DIFESA: ®Albicocco. Capua** (Adoxophyes orana; Lepid. Tortr.). Le larve (verdi con capo color miele) com- piono erosioni alla superficie dei frutti, soprattutto nei punti di contatto con altri organi. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici del tortricide. DIFESA: intervento contro le giovani larve con Bacillus thuringidensis var. kurstaki e aizawai. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 547 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini