SEZIONE G

G 548 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cerambicide dal collo rosso** (Aromia bungii; Col. Ceramb.). L insetto, originario della Cina e della Corea, fu intercettato nel 2011 in Baviera, poi eradicato; successivamente è stato riscontrato in Campania nel 2012 e in Lombardia nel 2013. L adulto misura 26-40 mm di lunghezza, ha elitre nere e ha come carattere distintivo la colorazione rossa del protorace. La larva ha la forma tipica di altri cerambicidi, colore biancastro con pronoto rossastro. Gli adulti compaiono nella tarda primavera e le femmine depongono numerose uova (200-1.000) nelle anfrattuosità corticali del tronco e delle branche. Le larve scavano gallerie, lunghe 17-22 cm, che si approfondiscono e dal cui foro del diametro di 17-22 mm fuoriesce rosura. Le piante infestate subiscono notevoli danni fisiologici e si assiste talora allo stroncamento delle branche o del fusto. Per il completamento di una generazione sono necessari 2-3 anni e lo svernamento avviene allo stato larvale. DIFESA: trattandosi di un insetto da quarantena, la sua presenza va segnalata ai territoriali Servizi Fitosanitari e le piante infestate vanno distrutte. Cicalina verde*** (Asymmetrasca decedens ; Rinc. Cidad.). La cicalina, di colore verde e lunga 2-3 mm, sverna allo stato adulto su piante arbustive sempreverdi. In maggiogiugno invade i pescheti e le punture operate dagli adulti e dalle forme giovanili sulle giovani foglie causano ingiallimenti, arricciamenti fogliari e necrosi della parte distale delle foglie. I danni sono particolarmente evidenti sulle giovani piante, che in seguito all attacco, assumono un aspetto cespuglioso e subiscono forti rallentamenti vegetativi. DIFESA: alla comparsa di 1-2 forme mobili per foglia, intervento con etofenprox, acrinatrina, acetamiprid (formulazione SL). Cimice asiatica** (Halyomorpha halys; Rinc. Pentat.). ®Melo per i caratteri distintivi e gli aspetti biologici. Con le sue punture causa deformazioni dei frutti e, su quelli prossimi alla raccolta, di aree leggermente depresse, con sottostanti tessuti spugnosi e in disfacimento. DIFESA: ricorrere al monitoraggio attraverso operazioni di frappage o con l impiego di trappole (es. Resque®) innescate con feromone di aggregazione [methyl (2E, 4E, 6Z) decatrienoato]. Con presenza dell insetto e rischi di danno si può intervenire, preferibilmente contro le forme giovanili, sfruttando l attività di etofenprox, clorpirifos-metile e acetamiprid impiegati contro altri insetti contemporaneamente presenti. Cocciniglia barchetta del corniolo** (Parthenolecanium corni; Rinc. Cocc.). Infesta i rami, sui quali si rivengono le femmine di colore rosso mattone, coriacee, di forma ovale e gibbosa con taglia pari a 4-5 3 3-4 mm. Compie 2 generazioni all anno (prevalentemente partenogenetiche), con nascite nella seconda metà di giugno e a metà agosto, mentre l inverno viene trascorso con neanidi della II età aderenti ai rami. DIFESA: eventuale intervento a fine inverno con olio bianco. Cocciniglia barchetta del pesco* (Parthenolecanium persicae; Rinc. Cocc.). Infesta i rami, sui quali si rinvengono femmine rosso mattone, coriacee, di forma ovale e gibbosa, caratterizzate da una carena longitudinale dorsale, con taglia pari a 6-8 3 3,5-4 mm. Compie una sola generazione all anno, con nascite in piena estate e svernamento con neanidi della II età. DIFESA: come per P. corni. Cocciniglia bianca del gelso** (Pseudaulacaspis pentagona; Rinc. Diasp.). La cocciniglia è caratterizzata da scudetti femminili di colore biancastro, di forma rotondeggiante con esuvie arancioni, mentre il corpo è giallo aranciato. Sverna allo stato di femmina fecondata e compie 3 generazioni all anno con nascite delle neanidi a metà maggio, a metà luglio e in settembre. DIFESA: intervento alla nascita delle neanidi con clorpirifos-metile, fosmet. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 548 5/30/18 9:52 AM C c c n b c C d a V p c fo T s e a d z g g m m n s E v d D v F c c F e fr s li in L ( g p D a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini