SEZIONE G

a è 0 el o ee o ci di e. o- e oe e o i. i- e iin yl ii. a a aoA: i om. n a n a e P Pesco (Prunus persica) G 549 Cocciniglia di S. José*** (Quadraspidiotus perniciosus; Rinc. Diasp.). Infesta i rami, causandone il deperimento e, talora, il disseccamento, mentre sui frutti determina la comparsa di piccole macchie rosse in corrispondenza dei punti di insediamento delle neanidi. Per gli aspetti biologici ®Melo. DIFESA: intervento a fine inverno con olio bianco, pyriproxyfen, o trattamento alla nascita delle neanidi della prima generazione, con clorpirifos-metile, fosmet, spirotetramat. Cocciniglia farinosa del banano** (Pseudococcus comstocki; Rinc. Pseud.). Originaria dell Asia orientale, risulta presente in Italia dal 2004 in seguito al suo rinvenimento, avvenuto in Veneto, su piante ornamentali. Nel 2008 fu trovata su melo e pesco nel Veneto e in Emilia-Romagna, alcuni anni dopo anche su pero e, nel 2013, su vite nella provincia di Treviso. La femmina (2,5-5 mm di lunghezza) è alquanto simile ad altre cocciniglie farinose, con il bordo del corpo ornato di 17 raggi cerosi, dei quali quelli formanti la coppia caudale hanno una lunghezza pari a 1/3 della lunghezza del corpo. Trattandosi di una specie anfigonica, è presente anche il maschio, di colore bruno rossastro, con un addome molto voluminoso rispetto alla restante parte del corpo e alla cui estremità sono presenti due bianchi filamenti lunghi quanto il corpo. Lo svernamento avviene con uova immerse nella massa cotonosa e riparate nelle anfrattuosità corticali del tronco e delle grosse branche. In Emilia-Romagna le nascite della prima generazione hanno inizio nell ultima decade di aprile e si concludono nella prima decade di giugno con massime presenze tra fine maggio e inizio giugno; le nascite della seconda generazione iniziano alla fine di giugno e si concludono alla fine di luglio con massime migrazioni nella prima metà di luglio; le nascite delle neanidi della terza iniziano a metà agosto e continuano per tutto il mese di settembre. DIFESA: il trattamento con neonicotinoidi in postfioritura contiene lo sviluppo della prima generazione; contro le successive generazioni intervento con spirotetramat alla nascita delle neanidi. G Eulia** (Argyrotaenia ljungiana 5 A. pulchellana; Lepid. Tortr.). Le larve (interamente verdi) compiono erosioni localizzate nella zona peduncolare e nei punti di contatto dei frutti con altri organi. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici del lepidottero. DIFESA: interventi contro le giovani larve con Bacillus thuringienis var. kurstaki, B. th. var. aizawai, indoxacarb, spinosad, clorpirifos-metile. Fillobi o tagliagemme* (Phyllobius oblongus, Polydrusus sericeus, Polydrusus ampli- collis; Col. Curcul.). DIFESA: giustificata solo su piante giovani e in caso di forti attacchi con l impiego di preparati con forte potere abbattente. Forficula** (Forficula auricularia; Dermatt. Forfic.). Compie piccole erosioni rotonde e profonde nei frutti prossimi alla raccolta e si rinviene frequentemente all interno dei frutti scatolati . L insetto depone le uova nel terreno e le sue presenze si riscontrano soprattutto nei pescheti inerbiti e circondati da macchie arbustive. DIFESA: gli eventuali attacchi vengono contenuti dal trattamento di chiusura effettuato con etofenprox e indoxacarb contro cidia e anarsia. Litocollete* (Phyllonorycter malellus; Lepid. Gracill.). Le larve formano mine fogliari (stigmatonomi). Ogni foglia può ospitare un numero variabile di mine e nei casi più gravi si assiste alla precoce caduta delle foglie che ospitano numerose mine. Compie 4 generazioni all anno e sverna con larve nelle foglie minate cadute al suolo. DIFESA: intervento con finalità ovicida, durante il volo degli adulti, con impiego di acetamiprid. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 549 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini