SEZIONE G

G 550 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Miridi*** (Adelphocoris lineolatus, Calocoris norvegicus, C. fulvomaculatus, C. trivialis, Lygus spp.; Rinc. Mir.). Sono cimicette di colore verde, i cui adulti si alzano in volo al minimo allarme. Compiono punture sui giovani frutti causando emissioni di gomma e formazioni di cicatrici che portano alla comparsa di frutti con profonde malformazioni. Punture possono essere compiute anche sui frutti prossimi alla raccolta, con conseguenti emissioni di gomma e possibile sviluppo di infezioni di Monilia laxa e M. fructigena. Le punture compiute nella punta dei germogli accecano l apice vegetativo con conseguente sviluppo di vegetazione avventizia. Svernano con uova conficcate nelle fessure corticali, nel legno deteriorato, nei pali di sostegno in legno o nel fusto di piante erbacee infestanti, disseccate e non. Calocoris norvegicus compie 1-2 generazioni all anno; Adelphocoris lineolatus compie 2 generazioni all anno; Calocoris trivalis e C. fulvomaculatus ne compiono una sola, mentre Lygus spp. compiono più generazioni. DIFESA: evitare lo sfalcio delle erbe spontanee presenti all interno del pescheto e dei fossi contigui nel periodo, se sulle suddette viene rilevata la presenza di forme giovanili e/o adulte di miridi; contenere i danni a ridosso della raccolta impiegando acetamiprid (formulazione SL) o privilegiando l impiego di etofenprox per il trattamento di chiusura contro Cydia molesta. Mosca mediterranea*** (Ceratitis capitata; Ditt. Tefrit.). Le infestazioni si verificano soprattutto nelle zone peschicole meridionali, mentre in quelle settentrionali ricorrono occasionalmente, interessando le pesche che maturano dopo la metà di agosto. ®Arancio per gli aspetti morfologici e biologici della mosca. DIFESA: interventi con acetamiprid, etofenprox o con spinosad-esca, dopo aver accertato la presenza di mosche nel pescheto con l impiego di trappole cromotropiche di colore giallo, meglio se innescate con l attrattivo trimedlure; ricorso al sistema attract and kill basato sull impiego di trappole (Decis Trap®) con attrattivo proteico e con coperchio impregnato internamente di deltametrina. O fr th P s d A d te in c A P ( n m d 3 d g c R d fo le n Moscerino asiatico della frutta** (Drosophila suzukii; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per i R caratteri dell insetto e gli aspetti biologici. Le femmine depongono le uova inserendole nei tessuti dei frutti giunti alla fase di maturazione fisiologica. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappola innescate con aceto di mela 1 vino rosso 1 zucchero di canna o impiego di trappole commerciali innescate con attrattivo specifico; con catture di adulti in prossimità della maturazione, intervenire con acetamiprid o sfruttare l attività di preparati (es. etofenprox, piretro) utilizzati contro gli altri insetti contemporaneamente presenti. c c g Nottue* (Mamestra brassicae, Peridroma saucia; Lepid. Nott.). Le larve della prima specie sono grigio-verdastre, quindi brune dorsalmente, con la parte ventrale più chiara; quelle di P. saucia sono di colore bruno scuro, con una macchia a W sul dorso dell VIII segmento addominale. Esse sono attive nottetempo, compiendo erosioni alla superficie dei frutti prossimi alla raccolta, soprattutto nei pescheti con flora spontanea infestante, sulla quale si sono inizialmente sviluppate prima di salire sulle piante di pesco. Di giorno le larve si trovano nascoste in mezzo alla vegetazione spontanea, intorno alla base dei peschi. I danni maggiori avvengono in estate avanzata, sulle varietà a maturazione tardiva. Mamestra brassicae compie 2 generazioni all anno; Peridroma saucia ne compie invece 3-4. DIFESA: intervento con Bacillus thuringienis var. kurstaki e B. th. var. aizawai alla comparsa dei primi danni. S G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 550 5/30/18 9:52 AM R c a g p ti g in C a r fi in b

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini