SEZIONE G

s, al e i. en e nni C. i. ei li d u- o ro. n oe mo i e o a di à a- a ao a a eo ua B. P Pesco (Prunus persica) G 551 Orgia* (Orgyia antiqua; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni alla superficie dei frutti. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringienis var. kurstaki e B. th. var. aizawai. Piralide dei frutti o euzofera* (Europhera bigella; Lepid. Piral.). Le infestazioni interes- sano in genere i frutti lesionati dalla grandine, quelli danneggiati dalla Cydia molesta, dall Anarsia lineatella o da attacchi di tortricidi ricamatori (Argyrotaenia ljungiana, Adoxophyes orana, Archips podanus, Pandemis heparana). L adulto ha un apertura d ali di 15-20 mm. Le larve sono color fuliggine, lunghe a maturità 12-15 mm. Il lepidottero compie 3 generazioni all anno e sverna come larva imbozzolata sotto la corteccia o in corrispondenza di cicatrici e cancri presenti sul tronco e sui rami. DIFESA: gli attacchi vengono indirettamente contenuti con una razionale difesa contro Cydia molesta, Anarsia lineatella e tortricidi ricamatori. Podalirio* (Iphiclides podalirius; Lepid. Papil.). L adulto è una vistosa farfalla codata (60-70 mm di apertura alare), di colore bianco latte con bande cuneiformi trasversali nere e una macchia blu, contornata da una sfumatura gialla posta nella parte distale del margine anale delle ali posteriori. La larva (25-30 mm a completo sviluppo) è gibbosa, di colore verde con punti bruno-rossastri e piccole linee gialle. Il lepidottero compie 3 generazioni all anno, con larve attive da maggio a tutto settembre e sverna allo stato di crisalide. Gli adulti depongono uova isolate, sferiche e dall aspetto perlaceo, sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve compiono erosioni fogliari, rispettando la nervatura centrale, con danni arrecati di scarso interesse. DIFESA: non giustificata. G Recurvaria* (Recurvaria nanella; Lepid. Gelech.). Le larve compiono erosioni a carico delle foglie poste all apice dei rametti, dopo averle legate con qualche filo sericeo per formare una sorta di falso nido . ®Albicocco per gli aspetti morfologici e biologici del lepidottero. DIFESA: contrariamente a quanto accade per l albicocco, i danni arrecati non giustificano il ricorso a provvedimenti di lotta. Rodilegno giallo* (Zeuzera pyrina; Lepid. Coss.). Le larve (gialle con punti neri, con capsula cefalica e placca toracica nere, lunghe 5 cm) scavano, nei rametti, gallerie dal cui foro di uscita fuoriescono rosura in forma granulare e liquido linfatico. ®Pero per gli altri aspetti morfologici dell insetto e la biologia. DIFESA: non giustificata. Rodilegno rosso* (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche nere, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, alla base del fusto, gallerie sottocorticali con formazione di rosura stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. Scolitide dei fruttiferi** (Scolytus rugulosus; Col. Scol.). Gli adulti si alimentano com- piendo fori alla biforcazione dei rametti e al punto di inserzione del picciolo sui rametti, causando emissioni di gomma e disseccamento delle foglie; le larve scavano invece gallerie sottocorticali nei rami di piante deperite per la siccità o per altre cause. I rami infestati dallo scolitide appaiono crivellati di piccoli fori con emissione di gomma. Compie due generazioni all anno, con sciamatura degli adulti in maggio-giugno e in agosto-settembre, mentre l inverno viene trascorso allo stato larvale. Raggiunta la maturità sessuale, le femmine scavano una galleria materna longitudinale, nel senso delle fibre, lungo le pareti della quale depongono le uova. Le larve scavano invece gallerie individuali che si dipartono da quella materna. DIFESA: mantenimento delle piante in buone condizioni vegetative al fine di evitare situazioni di stress favorevoli agli attacchi G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 551 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini