Petunia

o e a ae ce e iui aa di ee o o iù vi a io aa a na o e a o- ao a nme na aa. e o i- P Pieris (Pieris japonica) G 559 Disfacimento apicale*. un alterazione che interessa la zona umbonale dei frutti e causa il rammollimento e il disfacimento localizzato della polpa. Colpiti sono i pescheti investiti dai fumi contenenti fluoro che fuoriescono da stabilimenti ceramici. Danni sui frutti per violenta pressione dei trattamenti*. Forti pressioni di esercizio delle irroratrici possono causare piccole lesioni sui frutti, soprattutto con l utilizzo di polveri anticrittogamiche con grossa granulometria. DIFESA: adozione di regolari pressioni di esercizio nelle macchine dei trattamenti. Gommosi fisiologica*. Tale manifestazione è legata alla solidificazione di materiale gommoso che fuoriesce da piccole fenditure corticali. Negli strati vivi della corteccia, gruppi di cellule sono interessati da processi degenerativi, con conseguente trasformazione dei carboidrati (arabinosio, xilosio, galattosio) e dell acido galatturonico, componenti la membrana cellulare, in diverse sostanze che assumono l aspetto di un gel che si rigonfia in presenza di acqua e si riversa in lacune (sacche), formate in seguito alla scomparsa delle cellule sede dei processi degenerativi. Con l aumento del volume della gomma, questa riesce a forzare gli strati di tessuto che ricoprono le sacche e a riversarsi all esterno dove, solidificandosi, forma grumi gommosi. La gommosi interessa soprattutto piante sofferenti che vegetano su terreni umidi. Fenomeni di gommosi fisiologica interessano talvolta i giovani frutti, sui quali compaiono macchie dall aspetto oleoso, con sottostanti accumuli di gomma che può essere riassorbita o riesce a fuoriuscire per fessurazione dell epicarpo. DIFESA: ridurre gli eccessi di umidità nel terreno attraverso il contenimento degli interventi irrigui ed eliminare o ridurre l apporto di fertilizzanti azotati; favorire la cicatrizzazione delle fessurazioni corticali trattando l intera pianta con sali di rame in autunno e poco prima della ripresa vegetativa. G Petunia (Petunia spp.) v Virosi**. Numerose malattie da virus sono state riscontrate in petunia. Particolar- i Tingide della Pieris** (Stephanitis takeyai; Rinc. Ting.). L adulto (6 mm di lunghezza) c Marciume del colletto e delle radici** (Phytophthora cinnamomi; Gracilicutes). mente diffuse e dannose negli ibridi propagati vegetativamente sono quelle indotte da alcuni virus: mosaico del cetriolo (CMV), Y della patata (PVY), mosaico del pomodoro (ToMV) e avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV). Esse si manifestano con sintomi di schiarimento delle nervature, mosaicature o maculature cloronecrotiche delle foglie, colorazioni e malformazioni dei petali. I virus responsabili si trasmettono per contatto (ToMV), tramite afidi in modo non persistente (CMV, PVY) o mediante tripidi (TSWV). DIFESA: propagazione di piante sane (®anche la Parte generale). Pieris (Pieris japonica) è di colore bruno con cappuccio prenotale arrotondato e di colore nero nella parte anteriore. Originaria del Giappone, è diffusa negli Stati Uniti e in Europa (Olanda, Germania). Adulti e forme giovanili pungono le foglie causando punteggiature clorotiche e disseccamenti, con conseguenti defogliazioni. Compie 3 generazioni all anno. DIFESA: intervento con piretroidi alla comparsa delle infestazioni. (®Azalea). G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 559 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini