Pini

G 560 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Pini (Pinus spp.) (Pinus pinea, P. pynaster, P. domestica, P. mugo, P. nigra, P. sylvestris, P. austriaca) i Cerambicidi* (Arophalus ruticus, Rhagium mordax, Rhagium bifasciatum, Rhagium inquisitor, Monochamus sutor, Monochamus sartor, Monochamus galloprovincialis; Col. Ceramb.). Arophalus rusticus (10-27 mm di lunghezza, antenne escluse) ha adulti bruno-rossastri, talora con capo, antenne e zampe leggermente più scuri. Gli adulti di R. mordax (11-22 mm di lunghezza) sono nerastri, con elitre interessate da due bande di pubescenza rugginosa, fra le quali si trova una banda nera priva di tomentosità. Gli adulti Rhagium bifasciatum (lunghi 12-22 mm) sono di colore nerastro, con elitre attraversate trasversalmente da due fasce giallastre e oblique. Gli adulti di R. inquisitor sono bruni, con tomentosità grigia, lunghi 10-14 mm, con elitre che presentano spazi neri privi di tomento e formanti incomplete zonature trasversali. Monochamus sutor (15-24 mm di lunghezza, antenne escluse) ha adulti di colore nero con elitre marmoreggiate di giallo. Monochamus sartor (15-37 mm di lunghezza, antenne escluse) è nero, con elitre interessate da una depressione nella parte basale, nell ambito della quale è presente un gruppetto di squame bianche. Monochamus galloprovincialis (12-25 mm di lunghezza, antenne escluse) è bruno nerastro, con pronoto fornito di una robusta spina laterale rivestita di peli bianchi ed elitre interessate da piccole macchie, irregolarmente sparse, di peli biancastri e rugginosi, e da altre macchie raggruppate e formanti tre bande trasversali mal definite. Gli adulti compaiono all inizio della primavera, tranne quelli di A. rusticus, che sono presenti in giugno, e quelli di Monochamus sartor e M. sutor che fuoriescono in estate avanzata. Le femmine di questi cerambicidi depongono uova isolate nelle anfrattuosità della corteccia. Le larve (20-25 mm di lunghezza per Arophalus rusticus; 30-35 mm per M. galloprovincialis e Rhagium spp.; 60 mm per M. sartor; 40 mm per M. sutor) scavano gallerie sottocorticali, talora interessanti gli strati profondi del legno di piante deperite o abbattute. Raggiunta la maturità nei mesi autunnali, compiono la metamorfosi in una cella pupale sottocorticale e gli adulti passano l inverno nelle loro celle pupali per poi fuoriuscire all inizio della primavera. L inverno può essere superato anche con larve e pupe, nel caso di ovodeposizioni tardive. I danni arrecati dalle larve sono in genere di scarso interesse in quanto le gallerie sono scavate generalmente nella zona sottocorticale di piante deperite o abbattute, ma quando la densità larvale è elevata, si approfondiscono anche nel cilindro legnoso causando al legname danni di ordine tecnologico. Monochamus galloprovincialis e, in misura inferiore, M. sutor e M. sartor sono temibili, essendo potenziali vettori del nematode da quarantena Bursaphelenchus xylophilus, attualmente non presente in Italia. DIFESA: abbattimento delle piante deperite o morte, esbosco delle piante abbattute o tempestivo scortecciamento dei tronchi. Cherme lanigero del pino** (Pineus pini; Rinc. Adelg.). un afide di colore bruno, rico- perto di secrezione cerosa lanuginosa, le cui colonie infestano i germogli e la corteccia dei rami e del tronco delle piante in vivaio e già sviluppate dei Pinus (nigra, pinea, pinaster sylvestris, laricio, halepensis, mugo). Si moltiplica per partenogenesi svolgendo un anolociclo paramonoico e superando l inverno con forme giovanili (pseudoiemosistenti) di I-III età. In aprile-maggio queste raggiungono la maturità e depongono un grappolo di uova (di colore aranciato, immerse in una massa cerosa), destinate a originare tre forme biologiche: pseudoprogredienti, alate esulanti e ginopare alate. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 560 5/30/18 9:52 AM z m e n in d C d c d c ( c d m c C li s g tr s In m a l a C d s n c z d d d D s C c F M d g

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini