SEZIONE G

o i. mo. i. ne oni ci ia iù di il o hi ne e oe di n oaa o. u a i. o s. e, e o e o ati P Pini (Pinus spp.) G 563 di piante parzialmente sradicate o nelle ceppaie ancora fresche. Le larve scavano gallerie che solcano profondamente il legno. ®Abete rosso per i caratteri dell insetto, gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. Ilobio del Larice* (Hylobius piceus; Col. Curcul.). L adulto (15 mm di lunghezza, di colore bruno o nero con elitre disseminate di numerose piccole macchie di peli gialli) compie piccole decorticazioni sulle giovani piante. Le larve si sviluppano nelle ceppaie e a spese delle radici superficiali. Il ciclo biologico è simile a quello di Hylobius abietis. DIFESA: non necessaria. Matsucocco*** (Matsucoccus feytaudi; Rinc. Mats.). una cocciniglia diffusa in Liguria e nella parte rivierasca del Nord della Toscana. Trattasi di una specie vivente su Pinus pinaster, del quale colonizza la corteccia del tronco, dei rami e delle grosse radici affioranti. Compie una generazione all anno e sverna con neanidi della II età di colore ardesia o azzurrastro, simili a cisti, localizzate nella profondità delle anfrattuosità corticali. Alla fine di gennaio le neanidi femminili della II età si trasformano in forme mobili e attere della III età e in tale epoca vengono fecondate dai maschi alati. Le femmine fecondate depongono alcune centinaia di uova entro ovisacchi sericei, dalle quali sgusciano le neanidi dalla fine di marzo alla metà di maggio. Queste, dopo 5-6 giorni di mobilità, si riparano in fondo alle anfrattuosità corticali e nel corso del mese di settembre passano alla II età assumendo un aspetto cistiforme per poi trascorre i primi mesi invernali. In seguito alle infestazioni della cocciniglia le piante deperiscono, manifestano arrossamenti e caduta degli aghi, scoli resinosi e vanno poi incontro alla morte, anche ad opera di altri insetti che si insediano sulle piante deperite. DIFESA: per questa cocciniglia vige la Lotta obbligatoria (d.m. 22/11/1996, G.U. 285 del 5/12/96) basata essenzialmente su azioni di sorveglianza per l individuazione e la distruzione dei primi focolai d infestazione al fine di impedire il rapido diffondersi delle popolazioni della cocciniglia. G Pissode comune*** (Pissodes castaneus; Col. Curcul.). L insetto attacca Pinus nigra e P. pinaster, mentre nel resto dell Europa predilige P. sylvestris e occasionalmente attacca P. nigra, P. strobus, P. banksiana e P. murayana. Gli adulti (5-8 mm di lunghezza, di colore bruno-rossiccio con due serie di macchie simmetriche giallo-ruggine) compiono erosioni corticali sul cimale, sui rametti e sui germogli. Le larve (apode, bianche, con capo bruno chiaro, lunghe 8-12 mm) scavano gallerie corticali irregolari, lunghe 20-30 cm, che scendono verso il basso e terminano spesso all impalcatura dei rami. Nei rametti lo spessore corticale è scarso per consentire l escavazione larvale, per cui la galleria interessa la zona midollare del rametto. In seguito all attaco viene troncato il flusso linfatico, con conseguente ingiallimento e arrossamento degli aghi. Gli attacchi interessano le piante indebolite, sulle quali causano un deperimento irreversibile, portandole alla morte. Gli adulti sono attivi da aprile all autunno e si nutrono compiendo piccole erosioni corticali. Le femmine depongono le uova in piccoli gruppi, di 2-8 elementi, entro escavazioni praticate nei rami e nel tronco. Le larve mature si scavano una cella individuale, che intacca il cilindro legnoso, tappezzata di grossolane fibre legnose. Nella zona alpina compie una generazione all anno, mentre nelle altre zone può avviarne una seconda. Il ciclo è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali e dalla lunga vita degli adulti, che può prolungarsi per 2-3 anni. Quelli che vivono più anni possono avere due periodi di ovodeposizione: uno primaverile, l altro autunnale. Le larve nate dalle ovodeposizioni primaverili si sviluppano rapidamente per dare gli adulti dopo circa 3 mesi; quelle nate dalle uova deposte tardivamente originano gli adulti solo nell estate G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 563 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini