SEZIONE G

ne, di no a di e mo di e ri o o. o e ti a. r. ooe. o o r. di e e o ii ri ati re a nà e P Pioppi (Populus spp.) G 569 delle foglie e le femmine depongono le uova inserendole entro il parenchima fogliare, ai lati delle nervature. In un anno si susseguono 2-3 generazioni con popolazioni che raggiungono la massima densità sul finire dell estate. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia virgola* (Lepidosaphes ulmi; Rinc. Diasp.). caratterizzata da scudetti mi- tiliformi e infesta il tronco e i rami causando deperimenti vegetativi e, talora, il disseccamento dei rami più colpiti. Compie 2 generazioni all anno con nascita delle neanidi alla fine di aprile e di giugno, e svernamento allo stato di uova protette dal follicolo materno. DIFESA: intervento con olio bianco o con fosforganici alla nascita delle neanidi. Criptorrinco*** (Chryptorhynchus lapathi; Col. Curcul.). Danneggia le piante in vivaio e le pioppelle di 2-3 anni, nelle quali le larve (apode, con corpo ricurvo, bianche con capo bruno, lunghe 10-12 mm) scavano gallerie ascendenti nel legno, o ad anello intorno al cilindro legnoso se il diametro del fusto è ridotto, causando lo sviluppo di un ingrossamento e il disseccamento della parte sovrastante. Le pioppelle possono inoltre stroncarsi sotto l azione di forti venti. Gli adulti (6-9 mm di lunghezza, macchiati di giallo ai lati del protorace e nel terzo distale delle elitre) compaiono in giugno-luglio e, prima degli accoppiamenti, compiono incisioni corticali. Nel periodo luglio-ottobre depongono le uova, in modo isolato o in gruppetti fino a 6 elementi, entro fori corticali praticati con il rostro o in prossimità di cicatrici, preferibilmente nella parte bassa del fusto. Le uova si schiudono dopo circa 2-3 settimane, ma esistono ovodeposizioni più tardive e negli ambienti freddi con schiusura in primavera. Le giovani larve che passano l inverno riprendono l attività al germogliamento, scavando una galleria interessante dapprima l anello corticale e dal mese di aprile si inoltrano nell alburno e nel legno fino al midollo. Raggiunta la maturità, le larve si portano sotto la corteccia per compiere la metamorfosi entro una cella tappezzata di fibre legnose e il nuovo adulto fuoriesce rimuovendo il tampone di rosura sovrastante la loggia pupale. DIFESA: messa a dimora di pioppelle esenti da infestazioni; in marzo-aprile, al germogliamento delle pioppelle, intervento localizzato al fusto con impiego di clorpirifos 1 cipermetrina, al fine di combattere le larve localizzate negli strati superficiali della corteccia. G Crisomela*** (Chrysomela populi; Col. Crisom.). Le larve sono di colore latteo con capo nero e serie longitudinali di macchie nere, mentre gli adulti hanno elitre di colore rosso. Entrambi si nutrono divorando le foglie più giovani, con danni di significativo interesse economico nei vivai. L insetto sverna allo stato adulto riparato nel terreno e fuoriesce in primavera per accoppiarsi e deporre alcune centinaia di uova, in pacchetti di 10-50 elementi, sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve nascono nel volgere di 1-2 settimane e completano lo sviluppo in 3-4 settimane per poi impuparsi sulla pagina inferiore delle foglie. In un anno si susseguono 2-3 generazioni con accavallamento dei diversi stadi di sviluppo. DIFESA: intervento con deltametrina alla comparsa delle infestazioni. Dasichira** (Elkneria pudibunda; Lepid. Limantr.). Le larve (50 mm di lunghezza) sono di colore verde pallido, con aree intersegmentali nere vellutate, presentano spazzole di peli gialli sui primi 4 segmenti addominali e un ciuffo di peli rossi caudali. Compie una generazione all anno con volo degli adulti dalla metà maggio a quella di giugno e svernamento allo stadio di crisalide entro un bozzolo, in terra o fra le foglie secche del sottobosco. DIFESA: non necessaria. Gemmaiola** (Gypsonoma aceriana; Lepid. Tortr.). Le larve minano l apice dei ger- mogli delle pioppelle in vivaio o del primo anno d impianto e l attacco è reso evidente dalla presenza di un budello di rosura che fuoriesce dal foro della galleria. In seguito G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 569 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini