11.2 Modo di trasmissione dei fitoplasmi

a a se ai e a, e a- n o oo e e n o e e nie e o ri el ) ri en e a e i, a 5 o, e o- FITOPLASMI E SPIROPLASMI TAB. 1.1 G 57 Classificazione sulla base dell analisi di sequenze del gene 16S rRNA dei fitoplasmi ricontrati in Europa, loro assegnazione alla specie Candidatus e malattia indotta Gruppo filogenetico Candidatus (Ca.) specie 16Sr I - Giallume dell astro 16Sr II - Scopazzi dell arachide 16Sr III - Malattia X Ca. Phytoplasma asteris Ca. Phytoplasma australasia Ca. Phytoplasma pruni Ca. Phytoplasma ulmi Ca. Phytoplasma ziziphi 16Sr V - Giallume dell olmo Ca. Phytoplasma vitis Ca. Phytoplasma rubi 16Sr VI - Proliferazione del trifoglio Ca. Phytoplasma trifolii 16Sr VII - Giallume del frassino Ca. Phytoplasma fraxini 16Sr IX - Scopazzi del pisello dei Ca. Phytoplasma phoenicium colombi Ca. Phytoplasma mali 16Sr X - Scopazzi del melo 16Sr XI - Giallume del riso Ca. Phytoplasma pyri Ca. Phytoplasma spartii Scopazzi della ginestra Ca. Phytoplasma oryzae Nanismo giallo del riso Stolbur del peperone e del pomodoro, giallume del sedano e legno nero della vite Giallume della fragola Giallume australiano della vite Sbiancamento fogliare della gramigna Scopazzi del rhamnus Fitoplasma del pino Ca. Phytoplasma prunorum Ca. Phytoplasma fragariae Ca. Phytoplasma australiense 16Sr XIV - Sbiancamento fogliare della gramigna 16Sr XX - Scopazzi del rhamnus 16Sr XXI - Fitoplasma del pino Scopazzi del mandorlo Scopazzi del melo Giallume europeo delle drupacee Moria del pero Ca. Phytoplasma solani 16Sr XII - Stolbur Malattia Giallume dell astro Scopazzi del cedro Malattia X del pesco Giallume dell olmo Scopazzi del giuggiolo Flavescenza dorata della vite Nanismo del rovo Proliferazione del trifoglio Giallume del frassino Ca. Phytoplasma cynodontis Ca. Phytoplasma rhamni Ca. Phytoplasma pini G 11.2 Modo di trasmissione dei fitoplasmi. La trasmissione dei fitoplasmi da pianta a pianta può avvenire con la propagazione vegetativa di piante infette, per innesto (anastomesi) di radici fra piante contigue infette e sane, per mezzo di insetti con apparato boccale pungente-succhiante floemomizi (ossia che si alimentano nelle cellule floematiche) e probabilmente in alcune piante erbacee (es. erba medica) anche per seme. La trasmissione per parti di pianta avviene con elevata frequenza tramite organi quali bulbi, rizomi e tuberi o con la tecnica del margottaggio (margotta di ceppaia o propaggine di trincea), mentre, in genere, è poco frequente nelle specie arboree propagate tramite innesto, in funzione dell irregolare distribuzione di questi microrganismi nei tubi cribrosi dell ospite. Inoltre, nel caso delle pomacee, la trasmissione per innesto è in pratica nulla durante il periodo di riposo vegetativo invernale per la perdita di funzionalità dei tubi cribrosi della parte aerea e la conseguente degenerazione dei fitoplasmi localizzati al loro interno. Gli insetti vettori di fitoplasmi appartengono all ordine dei Rhyncota (o Emitteri), sottordine degli Auchenorrhyncha, e precisamente alle famiglie Cercopidae, Cixiidae, Delphacidae, Cicadellidae e Psyllidae. Il modo di trasmissione è di tipo persistente- G01_1_Fitopatologia.indd 57 15/06/18 09:23

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini