SEZIONE G

G 570 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE all attacco, si sviluppa un verticillio di germogli avventizi. Gli adulti volano alla fine di maggio e a partire dalla fine di luglio. Le larve della prima generazione compiono dapprima erosioni fogliari per poi penetrare nei germogli. Quelle della seconda generazione svernano entro le gemme apicali per poi riprendere l attività e completare lo sviluppo nella primavera successiva. DIFESA: intervento con deltametrina alla nascita delle larve o all avvistamento dei danni iniziali. fo la in d s Ifantria** (Hyphantria cunea; Lepid. Arct.). Le larve divorano la vegetazione fogliare. è m m te tr ir g fu im d fo ®Gelso per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringienis var. kurstaki e aizawai, spinosad, triflumuron. Limacina del pioppo* (Caliroa varipes; Imen. Tentred.). Le larve (di colore verde, rivesti- te di muco e dall aspetto simile a piccole limacce, lunghe 9-10 mm) compiono erosioni sulla pagina inferiore delle foglie rispettando le nervature di ogni lembo fogliare. Compie 3 generazioni all anno con adulti in giugno, all inizio e alla fine di luglio, e deposizione delle uova entro incisioni praticate nella pagina inferiore del lembo fogliare. Lo svernamento avviene allo stato di prepupa imbozzolata nel terreno. DIFESA: non necessaria. Litocollete* (Phyllonorycter populifoliella; Lepid. Gracill.). La larva forma una mina ovale (pticonomio) con depigmentazioni puntiformi della parte superiore. Compie 2 generazioni all anno con adulti in maggio e in luglio. Le larve si incrisalidano all interno delle loro mine. Lo svernamento avviene allo stato di crisalide nelle foglie cadute al suolo oppure con adulti riparati nelle anfrattuosità corticali. DIFESA: non necessaria. Melanofila*** (Trachypteris picta ssp. decastigma 5 Melanophila picta; Col. Bupr.). Le larve (bianche, apode, appiattite, lunghe 15-17 mm) scavano gallerie nello spessore corticale, quindi nell alburno e nel legno delle pioppelle del primo anno d impianto, talora in quelle di 2-3 anni, indebolite per trapianti tardivi, ubicate in terreni sfavorevoli e sofferenti per carenze idriche. Gli adulti (di colore scuro con elitre interessate da macchie gialle, lunghi 10-14 mm) compaiono alla fine di maggio o in giugno. Le femmine depongono le uova in modo isolato entro una piccola escavazione praticata nella corteccia o entro ferite o screpolature corticali, preferibilmente nella parte medio-bassa del fusto. Le larve nascono dopo 8-12 giorni e iniziano la loro attività per poi entrare in diapausa all inizio di novembre. In primavera riprendono l attività e, raggiunta la maturità, si impupano all estremità dell escavazione larvale per poi dare i nuovi adulti. DIFESA: realizzazione di trapianti precoci; ricorso a irrigazioni di soccorso per evitare stati di sofferenza idrica; intervento al fusto delle pioppelle, contro le giovani larve localizzate negli strati superficiali della corteccia, con l impiego di piretroidi. Minatrici con mine rigonfie* (Messa hortulana, M. glaucopsis; Imen. Tentred.). Le larve formano una mina fogliare rigonfia d aria. Gli adulti volano all inizio della primavera e le femmine depongono le uova inserendole entro i tessuti del margine fogliare. A maturità le larve si imbozzolano nel terreno per poi compiere la metamorfosi all inizio della primavera successiva. DIFESA: non necessaria. Minatrice con mina non rigonfia* (Heterarthrus ochropodus; Imen. Tentred.). Gli aspet- ti biologici sono sostanzialmente simili a quelli di Messa hortulana e M. glaucopsis. Le mine fogliari differiscono da quelle di queste ultime specie in quanto non sono rigonfie d aria. DIFESA: non necessaria. Minatrici serpentina* (Phyllocnistis suffusella, Ph. labyrintella; Lepid. Fillocn.). Le larve formano mine serpentiformi parallele alle nervature o decorrenti lungo il margine G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 570 5/30/18 9:52 AM P P c p lu ta la R c fo a R c n g S p z b r tu ti c c n n g m r

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini