SEZIONE G

G 572 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE in aprile-maggio, contro le larve neonate localizzate negli strati superficiali della corteccia, utilizzando clorpirifos-metile 1 cipermetrina o piretroidi (alfacipermetrina, deltametrina, cipermetrina); distruzione delle piante stroncate o fortemente infestate. Saperda minore* (Saperda populnea; Col. Ceramb.). La larva (di colore bianco latteo e lunga fino a 2 cm) scava, nei rametti, una galleria midollare lunga 2-4 cm. In corrispondenza della parte colpita i tessuti reagiscono con formazione di un rigonfiamento. Gli adulti (lunghi 9-15 mm, neri, con ciascuna elitra interessata da 3-5 macchie di colore giallo rossiccio) compaiono in maggio-giugno. La femmina depone singole uova entro piccole incisioni a ferro di cavallo praticate con le mandibole nei rametti. La larva supera l inverno e compie la metamorfosi in aprile-maggio per poi dare l adulto che fuoriesce aprendosi un foro rotondo nella corteccia. DIFESA: come per Saperda carcharias. le p C a a e Sesia apiforme* (Sesia apiformis; Lepid. Ses.). La larva (bianca, con capo rossastro, lunga 40-50 mm) scava una galleria entro la parte basale del fusto di piante di diversa età. Gli adulti, dall aspetto vespiforme, volano nel periodo maggio-luglio. La femmina depone le uova lasciandole cadere al piede della pianta. La larva scava inizialmene una galleria sottocorticale per poi approfondirsi nel legno. Trascorso l inverno in diapausa, completa lo sviluppo nell autunno dell anno successivo per poi incrisalidarsi all interno di un compatto bozzolo, dal quale l adulto fuoriesce nella primavera del terzo anno. DIFESA: intervento, localizzato alla base del fusto, alla nascita delle larve, con impiego di deltametrina. Sigaraio del pioppo* (Byctiscus populi; Col. Attel.). Gli adulti sono di colore blu metal- lico e raggiungono i 4,5-6 mm di lunghezza. In primavera incidono il picciolo di una foglia e ne arrotolano il lembo per formare un sigaro, all interno del quale depongono le uova. Le larve completano lo sviluppo entro i sigari caduti al suolo e compiono la metamorfosi per dare i nuovi adulti in luglio-agosto, ma questi rimangono in diapausa fino alla successiva primavera. DIFESA: non necessaria. Sigaraio della vite* (Byctiscus betulae; Col. Attel.). Gli adulti sono alquanto simili a quelli di Byctiscus populi, dai quali differiscono per la taglia superiore (6-9 mm di lunghezza). Contrariamente a B. populi, gli adulti utilizzano più foglie per la costruzione dei loro sigari; i restanti aspetti del comportamento biologico sono sostanzialmente simili. DIFESA: non necessaria. Tarlo vespa*** (Paranthrene tabaniformis; Lepid. Ses.). La larva (biancastra, lunga fino a 2-3 cm) scava una galleria ascendente nella zona midollare dei rami o del fusto delle pioppelle in vivaio causando, soprattutto nelle pioppelle o nei rami di un anno, la formazione di un ingrossamento in corrispondenza del foro di entrata della galleria. Gli adulti, dall aspetto vespiforme, compaiono in giugno-luglio e la femmina depone le uova nelle anfrattuosità corticali dei rami o del giovane fusto. La larva rimane in attività per l intera stagione vegetativa e trascorre l inverno in diapausa per poi riprendere l attività nella successiva primavera, completare lo sviluppo in maggio-giugno e incrisalidarsi all interno della parte colpita. DIFESA: intervento con deltametrina alla nascita delle larve. Tentredine del pioppo tremolo** (Trichiocampus viminalis; Imen. Tentred.). Le larve (di colore aranciato con capo nero, serie laterali di macchie nere e il corpo ornato di setole bianche con l estremità nera) compiono erosioni e scheletrizzazioni fogliari. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 572 5/30/18 9:52 AM f R la in p E g c o g s A d d fo c in d e d B c im m in m s in B ti s d e c a a in s 9 in z

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini