SEZIONE G

G 574 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE ai 25 °C e sotto i 16 °C, ma può scendere a soli 4-6 giorni per i cloni più suscettibili. Il livello di suscettibilità varia nell ambito dei cloni e quelli meno suscettibili sono rappresentati da Luisa Avanzo, Curio, Lux, Triplo, ecc. DIFESA: effettuare il primo intervento poco dopo la ripresa vegetativa, entro 6-7 giorni dalla pioggia infettante, facendo poi seguire altri 2-3 interventi con turni di 3-4 settimane, impiegando mancozeb o dodina. n s in d g Mal bianco* (Erysiphe adunca, syn. Uncinula adunca; Asc.). Si manifesta sulle foglie e sui germogli con una muffa farinosa biancastra che causa imbrunimenti, disseccamenti fogliari e defogliazioni. Nell ambito della vegetazione miceliale, in autunno si differenziano i cleistoteci della forma ascofora, contenenti gli aschi che liberano in primavera le ascospore. Il fungo si conserva anche con micelio sotto le scaglie delle gemme e alla superficie dei rametti. DIFESA: eventuale ricorso a trattamenti antioidici con tetraconazole (autorizzato per la ruggine) sulle piante in vivaio. T z d d ib la s n s r ti r D c Marciume del colletto e delle radici* (Armillaria mellea; Bas.). Causa il marciume delle radici più grosse e della parte interrata del fusto, con sviluppo di un micelio feltroso e bianco nella zona sottocorticale e formazione di rizomorfe alla superficie delle radici morte. ®Melo per gli altri aspetti riguardanti il fungo e la difesa. Necrosi corticale** (Cryptodiaporthe populea; Asc.). Si manifesta con ampie macchie corticali depresse, rotondeggianti, generalmente centrate su una gemma, di colore bruno chiaro, disseminate di pustole nere (picnidi) con localizzazione sottoepidermica, che si erompono e dal cui ostiolo fuoriescono numerosi conidi ialini e di forma ovoidale che, disseminati dal vento o trasportati da altri agenti (es. insetti), penetrano preferibilmente attraverso ferite di varia origine (grandine, gelate, tagli di potatura, legature, trasporto e messa a dimora delle pioppelle, decorticazioni compiute da lepri, ecc.); tuttavia la penetrazione avviene anche attivamente da parte del micelio, soprattutto in piante debilitate dalla crisi di trapianto o vegetanti su terreni inidonei. Il patogeno è presente nella forma imperfetta (asessuata) di Dotichiza populea, mentre quella ascofora di Cryptodiaporte populea compare in rare circostanze. DIFESA: mettere a dimora pioppelle in ottime condizioni vegetative; adottare le dovute precauzioni atte a evitare lesioni nel trapianto delle pioppelle; ridurre con interventi irrigui il postrapianto; intervenire alla caduta delle foglie e alla ripresa vegetativa con impiego di sali di rame. v M i C ta r s v m r C Ruggine* (Melampsora populnea, syn. M. pinitorqua; Bas.). Determina la comparsa di fo pustole rugginose sulla pagina inferiore delle foglie. Trattasi di una ruggine eteroica con le forme picnidiche ed ecidiche che interessano il pino silvestre e il pino marittimo, mentre sui pioppi si sviluppano le forme uredosoriche e teletutosoriche, rispettivamente produttrici delle uredospore, destinate alla diffusione delle infezioni sui pioppi, e delle teleutospore svernanti sulle foglie cadute a terra. Queste ultime, in primavera, germinano producendo un promicelio e sporidi (basidiospore) che infettano i pini. Sui pioppi la ruggine riesce a svernare come micelio quiescente sui rametti e sui polloni. Dei diversi cloni, quelli maggiormente resistenti sono rappresentati da Luisa Avanzo, Lux, Onda e S. Martino. DIFESA: giustificabile in vivaio ricorrendo al trattamento con mancozeb e tetraconazole alla comparsa delle prime pustole uredosoriche. M Septoriosi* (Mycosphaerella populi, M. populicola; Asc.). I patogeni colpiscono rispet- tivamente il pioppo cipressino (Populus nigra) e il pioppo canadese, determinando la comparsa di numerose piccole macchie fogliari brune che poi si lacerano al centro lasciando il lembo bucherellato. Nell ambito delle macchie compaiono punteggiature G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 574 5/30/18 9:52 AM u tu e f b i T d n d C P a

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini