Piracanta

P Pisello (Pisum sativum) Il eo oi e ti o oei o e e ci e ua, aie, ); n è oa e n- di a iai, a, ui i. o, n to o e v G 575 nere (picnidi) che liberano conidi destinati alla diffusione delle infezioni. La forma sessuata è rappresentata da pseudoteci che si differenziano in inverno sulle foglie cadute in autunno e dai cui aschi si liberano in primavera le ascospore. La malattia è favorita da temperature oltre i 20 °C, accompagnate da elevata umidità ambientale. DIFESA: giustificabile in vivaio attraverso trattamenti con mancozeb. Ticchiolatura* (tel. Venturia populina, an. Pollaccia elegans ; Asc.). Si manifesta all inizio della stagione vegetativa causando la comparsa di macchie che dall apice si estendono verso il picciolo attraverso la nervatura centrale, con il disseccamento dell apice dei germogli. Il patogeno è conosciuto soprattutto nella forma agamica, con micelio ibernante che in primavera produce conidi responsabili delle infezioni. Più raramente la conservazione avviene con le fruttificazioni ascofore rappresentate da pseudoteci sottoepidermici di forma subglobosa, che si formano sui germogli disseccati, contenenti aschi con ascospore fusiformi di colore giallo verdognolo, divise da 2 pseudosetti. La ticchiolatura sul pioppo bianco e su quello tremulo è causata da Pollaccia radiosa, forma conidica di Venturia tremulae. La malattia si sviluppa con 10-25 °C (optimum 15-20 °C). I diversi cloni presentano livelli diversi di suscettibilità e quelli più resistenti sono rappresentati da I214, Delta, Eridano, Lux, Onda, S. Martino, Triplo, ecc. DIFESA: ricorso a cloni resistenti e, in vivaio, interventi con mancozeb o dodina per contrastare anche bronzatura (o marssonina). Mosaico** (Poplar mosaic virus 5 PopMV, gen. Carlavirus). I sintomi sono rappresentati da una maculatura clorotica del lembo fogliare, accompagnata dalla colorazione rossastra delle nervature. I cloni sensibili e in presenza di ceppi virulenti del virus presentano un accentuata riduzione di sviluppo, particolarmente evidente nelle piante in vivaio. PopMV infetta tutti gli ibridi trans-americani ed euro-americani; si diffonde tramite la moltiplicazione agamica di piante infette. DIFESA: propagazione di piante sane. G Piracanta (Pyracantha coccinea, P. crenulata) i Cocciniglia cerosa** (Ceroplastes japonicus; Rinc. Cocc.). Infesta foglie e rami. ®Alloro per gli aspetti morfologici, biologici e la difesa. Cocciniglia cerifera** (Ceroplastes ceriferus; Rinc. Cocc.). Infesta solo i rami, non le foglie. ®Alloro per gli aspetti morfologici, biologici e la difesa. Minatrice a placca* (Phyllonorycter lecucographella; Lepid. Gracill.). La larva forma una mina traslucida, visibile sulla pagina superiore delle foglie, centrata lungo la nervatura mediana. Il microlepidottero compie 3 generazioni all anno e sverna come larva entro la mina fogliare. I danni sono insignificativi. DIFESA: non necessaria. f Ticchiolatura** (Fusicladium pyracanthae; Asc.). Determina la comparsa di macchie b Colpo di fuoco** (Erwinia amylovora; Gracilicutes) (®Pero). dall aspetto fuligginoso sulle foglie e sui germogli. Le foglie colpite ingialliscono e cadono. Le infezioni avvengono in primavera, favorite da piogge ed elevata umidità relativa dell aria. DIFESA: interventi con preparati rameici. Pisello (Pisum sativum) i Piralide delle leguminose* (Etiella zinkenella; Lepid. Piral.). Le larve (lunghe 15 mm a completo sviluppo, di colore verde-bruno, con capo e scudo protoracico bruni, G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 575 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini