SEZIONE G

P Pisello (Pisum sativum) ri o el oo. m a ni e il u- un bozzolo sericeo inglobante particelle terrose. DIFESA: coltivazione del pisello ad almeno 2,5 km dagli appezzamenti interessati da infestazioni nell annata precedente; impiego di varietà nane con corto periodo di fioritura; monitoraggio con trappole a feromoni di sintesi ed eventuale intervento, in situazioni di reali rischi di danno, con l impiego di piretroidi. Sitona*** (Sitona lineatus, S. humeralis, S. lineatus; Col. Curcul.). Gli adulti (3,5-5 mm di lunghezza), dopo aver svernato nel suolo, fuoriescono in aprile e compiono numerose e piccole erosioni semicircolari sul bordo delle foglie. Le larve si sviluppano in 1-2 mesi a spese dei tubercoli batterici presenti sulle radici. Compie una sola generazione all anno con comparsa dei nuovi adulti in luglio. DIFESA: non necessaria. c n ur no ai e o a a o ni o ci o o e o i. o o na li a a e di G 577 f Peronospora*** (Peronospora viciae, syn. P. pisi; Oomycota). Colpisce le foglie deter- minando la comparsa di macchie clorotiche sulla pagina superiore mentre sulla corrispondente parte della pagina inferiore compare una muffa inizialmente biancastra, quindi violacea. Le infezioni avvengono in primavera, favorite da un andamento stagionale freddo e piovoso; inizialmente interessano poche piante, per poi estendersi alle altre ad opera dei conidi diffusi dal vento e dalla pioggia. Il fungo si conserva con oospore in seno ai tessuti peronosporati e sui semi. DIFESA: ricorrere ad ampie rotazioni (almeno quinquennali); impiegare seme conciato con metalaxyl-M; intervenire in prefioritura con preparati rameici, cymoxanil, azoxystrobin, ecc. G Antracnosi*** (Didymella pisi, syn. Ascochyta pisi, Peyronellaea pinodes, syn. Asco- chyta pinodes; Asc.). Si manifesta sulle foglie e sui baccelli con piccole macchie necrotiche bruno-rossastre, puntiformi od ovali-allungate. Nell ambito delle macchie compaiono elementi puntiformi neri (picnidi) che liberano conidi destinati ad avviare nuove infezioni. Le forme sessuate sono rappresentate da periteci con aschi e ascospore. La conservazione dei due funghi avviene con conidi sui resti colturali infetti e sui semi. DIFESA: ricorrere a rotazioni (almeno triennali) della coltura; impiegare seme conciato; ricorrere a trattamenti (es. con azoxystrobin, sali di rame). Fusariosi** (Fusarium oxysporum, F. solani, F. roseum; Asc.). Si manifesta con il mar- ciume del colletto e delle radici. F. oxysporum su pisello è caratterizzato da due razze: la razza 1 è quella più comune e provoca l avvizzimento rapido delle piante, mentre la razza 2 è caratterizzata da un decorso più lento. F. roseum causa la necrosi e la strozzatura del colletto, mentre F. solani determina marciumi delle radici e il deperimento delle piante senza causarne la morte. I diversi Fusaria vivono nel terreno per poi infettare le piante attraverso le radici, favoriti da eccessi di umidità nel terreno e quando le semine sono tardive. DIFESA: è basata su misure agronomiche di prevenzione (ricorrere ad ampie rotazioni; curare la sistemazione del terreno per lo sgrondo delle acque in eccesso; evitare semine tardive). Mal bianco* (Erysiphe polygoni; Asc.). La vegetazione fogliare e i baccelli vengono in- vasi dalla bianca e farinosa vegetazione miceliale del patogeno. Le foglie colpite ingialliscono e disseccano, mentre i baccelli si arrestano nello sviluppo. Le infezioni sono favorite da temperature di 20-28 °C e da un elevato tasso di umidità dell aria, mentre sono ostacolate dalle piogge. Il patogeno si conserva come micelio sui semi e con cleistoteci che si formano sulle foglie invase dal micelio. DIFESA: ricorrere al trattamento con strobilurine (azoxystrobin) e triazoli (penconazole e ciproconazole). G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 577 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini