Pistacchio

e aa r e o li à, e a ce mdi al e n- r uati e e- le e e, oe n ). ee in o: ze, na P Pistacchio (Pistacia vera) G 579 altre leguminose (es. fava, lenticchia, cece e spontanee); è trasmesso da afidi in modo persistente. DIFESA: consiste nell impiego di variètà resistenti, nel distanziamento delle colture di pisello da colture di altre leguminose e nella lotta contro gli afidi. pp Orobanche (Orobanche crenata; Scrof. Orob.). Trattasi di piante che si fissano sulla parte ipogea delle piante per succhiarne la linfa. Esse producono semi che nascono in genere nell annata successiva a quella della loro formazione. DIFESA: evitare la coltivazione nei terreni dove la coltura precedente è stata infestata dalle orobanche. fis Intumescenze iperidriche*. Si manifesta sui baccelli con desquamazioni dell epidermi- de. Le cause sono da attribuire a eccessi di acqua nel terreno, accompagnati da elevati tassi di umidità relativa dell aria per effetto dei quali le cellule epidermiche si rigonfiano di acqua e si lacerano. DIFESA: moderare gli eventuali interventi irrigui. Pistacchio (Pistacia vera) i Celiode* (Coeliodes trasnsversealbofasciatus 5 erythroleucus; Col. Curcul.). L adulto (2,5-3 mm di lunghezza) è fondamentalmente color marrone, con dorso del torace ornato di peluria bianca e le elitre interessate da due sottili bande di peluria bianca con curvatura verso la parte posteriore e un altra banda appena accennata posta all estremità elitrale. In primavera gli adulti compiono erosioni fogliari, quindi forano i germogli causandone il disseccamento. DIFESA: non necessaria. G Ceroplaste* (Ceroplastes rusci; Rinc. Cocc.) (®Agrumi). DIFESA: eventuale intervento alla nascita delle neanidi con impiego di olio bianco. Cimici* (Nezara viridula, Carpocoris sp.; Rinc. Pentat.). Adulti e forme giovanili pungo- no i giovani frutti, causandone la perdita. (®Nocciolo). DIFESA: non necessaria. Cocciniglia grigio scura del mandorlo e del pero* (Melanaspis inopinata; Rinc. Diasp.) (®Ciliegio). DIFESA: eventuale intervento alla nascita delle neanidi con impiego di olio bianco. Cocciniglia mezzo grano di pepe* (Saissetia oleae; Rinc. Cocc.) (®Olivo). DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con olio bianco alla nascita delle neanidi. Foragemme** (Chaetoptelius vestitus; Col. Scol.). L adulto (2,5-3,5 mm di lunghezza) ha una livrea castano-bruna, con le elitre interessate, nei due terzi posteriori, da una macchia fuligginosa che dal margine si estende a triangolo verso il bordo suturale. Gli adulti fuoriescono in aprile-maggio e scavano gallerie di alimentazione all ascella delle gemme, causandone la morte. La femmina, coadiuvata dal maschio, scava nei rami deperiti una galleria di prolificazione a due rami, longitudinalmente nel senso delle fibre, lunghi ciascuno 2-4 cm. Le larve formano gallerie individuali, a decorso piuttosto regolare, perpendicolari a quelle materne. La femmina, dopo un ciclo di ovodeposizione, riprende a nutrirsi per poi ripetere un altro ciclo. DIFESA: mantenimento delle piante in buone condizioni vegetative ed eliminazione dei rami deperiti e infestati dalle popolazioni larvali; allestimento di fasci esca in autunno e loro bruciatura in aprile, prima della sortita degli adulti. Gonogero* (Gonocerus acuteangulatus; Rinc. Cor.) (®Nocciolo). DIFESA: non neces- saria. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 579 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini