SEZIONE G

G 580 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE C Tignola fogliare* (Teleiodes decorella ; Lepid. Gelech.). Gli adulti (12-14 mm di apertura alare, con ali del primo paio di colore bruno chiaro, con una macchia longitudinale nera nella parte prossimale del margine costale e altre 5-6 piccole macchie nere sparse) volano nel tardo inverno. Le femmine depongono le uova sulle perule delle gemme ingrossate. La larva (giallo-bruna all inizio e verde-gialla a maturità) penetra in mezzo agli abbozzi fogliari per compiervi erosioni e continua poi l attività con erosioni sulle giovani foglie, ripiegando e unendo le due metà del lembo con fili sericei, danneggia le infiorescenze e compie erosioni crateriformi nei giovani frutti. Raggiunta la maturità, si incrisalida nel terreno per dare gli adulti. Questi originerebbero una seconda generazione larvale, che si sviluppa soprattutto sulle querce, i cui adulti svernerebbero. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con spinosad. c v C g d a m M p d Verme asiatico del pistacchio*** (Eurytoma plotnikovi; Imen. Eurit.). Trattasi di una M specie di recente introduzione (2012), già nota in Oriente (Iran, Crimea, Caucaso e Asia Centrale) e in Paesi del Mediterraneo e presente anche in California. Gli adulti compaiono in aprile-maggio e le femmine, fecondate dai maschi, depongono uova singole nei giovani frutti. La larva si sviluppa distruggendo in parte o del tutto la mandorla. Trascorso l inverno, si impupa all interno del frutto e l adulto fuoriesce aprendosi un piccolo foro nel guscio. DIFESA: ®Verme del pistacchio. p z r m D R Verme del pistacchio*** (Megastigmus pistaciae; Imen. Torim.). Gli adulti (2,5 mm di lunghezza con femmine fornite di un ovopositore lungo 1,5 mm) sfarfallano dai frutti rimasti sulla pianta o conservati in magazzino dalla fine di aprile ai primi di luglio. La femmina depone, per partenogenesi, singole uova (1,2 3 0,38 mm) entro i frutti all inizio del loro sviluppo. La larva (bianca con riflessi giallo-verdognoli, lunga a completo sviluppo 4,8 mm) divora in parte o del tutto la mandorla. Ai primi di luglio sono presenti diverse larve mature che compiono la metamorfosi per dare origine a nuovi adulti. Per questi sono possibili ovodeposizioni entro i frutti formatisi tardivamente, nel qual caso le larve, immature, trascorrono l inverno per poi completare lo sviluppo nell annata successiva. In genere l inverno è trascorso dalle larve mature in diapausa, per poi compiere la metamorfosi in primavera e dare gli adulti che sfarfallano dai frutti rimasti sulla pianta, caduti a terra o conservati in magazzino, aprendosi un piccolo foro nel guscio del frutto. DIFESA: eliminazione, alla raccolta, dei frutti infestati; non vengono indicati interventi per la mancanza di preparati autorizzati. e Eriofide del pistacchio* (Eriophyes pistaciae; Acar. Eriof.). una minuscola forma mi- f Alternariosi* (Alternaria alternata; Asc.). Si manifesta sulle foglie con macchie bru- surante 2 mm che infesta le gemme e le foglie, causando danni di scarso interesse. DIFESA: non necessaria. nastre o nere, angolari o circolari di 3-7 mm, che poi confluiscono per formare lesioni della grandezza di 2,5-3 cm, nell ambito delle quali compaiono punteggiature che rilasciano elementi di diffusione del patogeno. Sui frutti maturi compaiono tacche di 1-5 mm con margine rosso porpora. La sporulazione del fungo avviene con optimum di 27-30 °C. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento con tebuconazolo. Antracnosi* (Colletotrichum gloeosporioides ; Asc.). Determina la comparsa di macchie nere con bordo rossastro sul guscio dei frutti. DIFESA: non sono richiesti trattamenti specifici; in ogni modo quelli realizzati contro l alternariosi riducono gli attacchi di antracnosi. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 580 5/30/18 9:52 AM in m g a S n p L c s i A ta è c A i m im F s m d li a p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini