Pittosporo

P Pittosporo (Pittosporum tobira) Cancro gommoso° (Cytospora terebinthi; Asc.). Si manifesta con cancri corticali ac- a e ) e o e e à, eo. compagnati da emissioni gommose. DIFESA: asportazione delle parti colpite e interventi con sali di rame. Cancro rameale** (Botryosphaeria dothidea ; Asc.). La malattia si manifesta a livello fo- gliare con macchie angolari, generalmente internervali, a contorno ben definito, delle dimensioni di 1-2 mm, isolate o confluenti, di colore marrone scuro o violaceo, con alone rosso ruggine. I rami colpiti, affetti da cancri, presentano porzioni interne, più o meno vaste, imbrunite. DIFESA: asportazione dei rami affetti dai cancri. Marciume radicale* (Armillaria mellea; Bas.). Determina il deperimento progressivo e perfino la morte della pianta in seguito alla marcescenza delle grosse radici e della zona del colletto (®Melo). a e ti na. n Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Il patogeno, in presenza di condizioni ambientali caratterizzate da elevata umidità, determina l avvizzimento dei fiori, l imbrunimento e la morte dei rametti. Sulle parti colpite si differenzi la muffa grigia del fungo. La malattia non è particolarmente aggressiva, ma i rametti colpiti possono favorire gli attacchi, ben più gravi, di Botryosphaeria dothidea. DIFESA: asportazione dei rametti colpiti. Ruggine* (Pileolaria terebinthi; Bas.). Si manifesta a livello fogliare con pustole che in autunno assumono l aspetto di piccole croste nere (teleutosori) che, con valori termici di 15-30 °C, rilasciano le teleutospore. Queste, con temperature ottimali di 20 °C, germinano per originare un basidio che, a 20-25 °C, libera basidiospore destinate ad avviare nuove infezioni. DIFESA: non necessaria. m ai ui a o a ao n o ci; ie. uoe di di e ti di G 581 G Septoriosi* (Septoria pistaciae; Asc.). La malattia si manifesta a livello fogliare con numerose piccole tacche necrotiche, nell ambito delle quali si differenziano elementi puntiformi neri (picnidi) che rilasciano conidi destinati alla diffusione delle infezioni. Le piante colpite si defogliano con conseguenti indebolimenti vegetativi che si ripercuotono sulla produzione delle annate successive. DIFESA: ricorso al trattamento con sali di rame e tebuconazole. Pittosporo (Pittosporum tobira) i Afide delle cucurbitacee* (Aphis gossypii; Rinc. Afid.). L afide infesta anche le cucurbi- tacee e diverse altre piante, pittosporo compreso. Compie un anolociclo e il pittosporo è una delle piante sulle quali l afide sverna con un ridotto numero di individui. DIFESA: come il sottostante Aphis craccivora. Afide nero*** (Aphis craccivora; Rinc. Afid.). Con le sue colonie di afidi neri invade i germogli causando l accartocciamento delle giovani foglie e ostacolando l accrescimento della nuova vegetazione. DIFESA: eventuale intervento con aficidi (pirimicarb, imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, ecc.) alla comparsa delle prime colonie. Fiorinia* (Fiorinia pinicola; Rinc. Diasp.). caratterizzata da femmine con follicolo subrettangolare, di colore bruno chiaro percorso da una carena longitudinale più scura, mentre il follicolo maschile è ovoidale e di colore bianco. Infesta la pagina superiore delle foglie, in vicinanza della nervatura mediana, causando la comparsa di aree ingiallite più o meno ampie, in corrispondenza dei punti di insediamento. DIFESA: ricorso al trattamento, alla nascita delle neanidi, utilizzando olio bianco, buprofezin, pyriproxyfen. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 581 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini