SEZIONE G

P Platano (Platanus occidentalis) G 583 Litocollete del platano* (Phyllonorycter platani; Lepid. Gracill.). La larva forma una oio e, A: r- mina fogliare stretta e allungata con pieghettamenti della corrispondente parte della pagina inferiore (pticonomio). Compie 2 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide nelle foglie minate cadute a terra. DIFESA: non opportuna. Tingide*** (Corythucha ciliata; Rinc. Ting.). Vive sulla pagina inferiore delle foglie causando la depigmentazione dei tessuti. Gli adulti (lunghi circa 4 mm, neri, con ali membranacee e ticolate di colore bianco e con cappuccio pronotale ricoprente il capo fornito di espansioni laterali fogliacee e reniformi) svernano riparati in gruppi sotto le placche di corteccia parzialmente distaccate o in altri disparati ripari, trovando spesso rifugio nelle fessure degli infissi delle abitazioni. Fuoriesce alla ripresa vegetativa e le femmine depongono le uova inserendole entro i tessuti fogliari, nella pagina inferiore delle foglie, ai lati delle nervature principali. Le nascite iniziano a metà maggio e i nuovi adulti compaiono alla fine di giugno. Nel corso della stagione si susseguono 3 generazioni. DIFESA: eventuale ricorso a trattamenti fogliari o all iniezione al tronco con abamectina. e oa. e II in e io a Rodilegno giallo*** (Zeuzera pyrina; Lepid. Coss.). Le larve (gialle con punti neri, con capsula cefalica e placca toracica nere, lunghe 5 cm) scavano, nei rami, gallerie dal cui foro di uscita fuoriescono rosura in forma granulare e liquido linfatico. ®Pero per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. el di o- Rodilegno rosso*** (Cossus cossus; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia. DIFESA: in vivaio controllo delle piante per individuare eventuali tracce iniziali degli attacchi ed eliminare le larve presenti nelle loro gallerie. ee, ea o oa ) ati ti ati e f G Antracnosi*** (Apiognomonia veneta, syn. Discula platani ; Asc.). Si manifesta alla ri- presa vegetativa con avvizzimento dei germogli, marcescenza delle foglie che si estende dalla punta verso la base, formazione sui rametti di aree depresse e necrotiche di colore rossastro, con comparsa di piccoli cancri che causano la morte della parte sovrastante. Le infezioni primarie prendono avvio dalle ascospore della forma sessuata, che si differenzia sulle foglie cadute a terra, nonché dai conidi della forma agamica, rilasciati da pseudopicnidi che si formano nell ambito dei cancri o dagli acervuli che compaiono sulla pagina inferiore delle foglie colpite. Le infezioni si sviluppano nelle prime fasi vegetative in presenza di un andamento stagionale caratterizzato da piogge e persistente umidità, accompagnato da temperature intorno ai 9-16 °C. DIFESA: asportare con la potatura i rami colpiti e disinfettare le ferite da taglio, sulle piante in vivaio intervenire all apertura delle gemme e in seguito con altri 2-3 trattamenti, a intervalli di 10-15 giorni tra l uno e l altro, impiegando prodotti rameici. Cancro colorato*** (Ceratocystis platani, syn. C. fimbriata; Asc.). Trattasi di una malat- tia per la quale vige la Lotta obbligatoria (d.m. 17/4/1998) e sono definite le disposizioni atte a prevenirne la diffusione (d.m. 29/2/2012). Essa si manifesta sul tronco e sulle grosse branche con imbrunimenti corticali, talora con tonalità violacea, e successiva formazione di cancri, senza callo cicatriziale, nonché distacco della corteccia, sotto la quale il legno assume una colorazione bruno scura. I rami e il tronco, sezionati, mostrano macchie bruno-nerastre nell ambito dei tessuti legnosi. Le piante colpite finiscono G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 583 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini