Poinsettia o Stella di Natale

G 584 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE per disseccare. Le infezioni avvengono ad opera di conidi (clamidoconidi) globosi e di colore chiaro prodotti dal micelio alla superficie dei cancri o con ascospore rilasciate dagli aschi presenti entro le fruttificazioni (periteci). Questi elementi penetrano nella pianta attraverso ferite di diversa origine, per poi sviluppare un micelio che invade l alburno e si diffonde nei vasi xilematici, provocando una reazione da parte della pianta con produzione di tilli che occludono i vasi per ostacolare la progressione del fungo. All interno dei vasi il micelio produce conidi cilindrici, ialini, che vengono trasportati dalla corrente linfatica e si irradiano attraverso i raggi midollari per raggiungere i tessuti legnosi producendo al loro interno conidi biancastri. Il micelio del patogeno si diffonde nei tessuti verso l alto e il basso, riuscendo a contaminare le radici di piante circostanti attraverso le anastomosi radicali. Anche i clamidoconidi trasportati nel terreno con la pioggia e il ruscellamento dell acqua riescono a infettare le piante vicine. DIFESA: per prevenire la diffusione della malattia vanno adottate le disposizioni in materia stabilite dal d.m. 29/2/2012, che riguardano i provvedimenti da mettere in atto per le zone indenni e per le zone tampone , le prescrizioni per gli operatori, le norme da seguire per gli abbattimenti dei platani infetti, per il trasporto del legname ricavato da tali piante e il suo smaltimento, per la potatura, e infine le precauzioni per evitare ferite agli apparati radicali durante le operazioni di scavo. Mal bianco* (Erysiphe platani, syn. Microsphaera platani; Asc.). La vegetazione foglia- re è invasa dalla vegetazione micleliale del fungo, sotto forma di una bianca efflorescenza farinosa. Le foglie colpite si deformano, si arrestano nello sviluppo, ingialliscono e disseccano. Il fungo si sviluppa nei periodi caldo-umidi e si conserva come micelio sui rametti. DIFESA: giustificabile sulle piante in vivaio con l impiego di zolfi e triazoli, da applicare alla comparsa delle prime infezioni. p c la te te m v i M c p s te in A d ® a A la fe D m A Poinsettia o Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) i Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum; Rinc. Aleirod.). DIFESA: ricorso a tecniche di difesa integrata attraverso interventi con preparati specifici e lanci inoculativi e di arricchimento con parassitoidi (Eretmocerus californicus, Encarsia formosa) e con il miride predatore Macrolophus caliginosus; ricorso a trattamenti contro le neanidi della prima età con neonicotinoidi (imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam), azadiractina, buprofezin. Neonicotinoidi e azadiractina possono essere impiegati anche attraverso fertirrigazione. Bemisia*** (Bemisia argentifolii; Rinc. Aleirod.). Già ceppo poinsettia di Bemisia taba- ci, dalla quale non differisce sostanzialmente nell aspetto morfologico, infesta la pagina inferiore delle foglie causando l ingiallimento e la caduta delle foglie, mentre sulla melata prodotta si sviluppa una fumaggine che deturpa l aspetto estetico delle piante. Compie diverse generazioni durante il ciclo di allevamento della pianta in serra. DIFESA: come per l aleirodide delle serre (Trialeurodes vaporariorum). Cocciniglia bassa degli agrumi*** (Coccus hesperidum; Rinc. Cocc.). Infesta la pagina inferiore delle foglie, il fusto e le ramificazioni causando deperimenti vegetativi, ingiallimenti fogliari e defogliazioni. ®Agrumi per i caratteri della cocciniglia e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con buprofezin, pyriproxifen, neonicotinoidi. f Rizottoniosi* (Tanatephorus cucumeris, syn. Rhizoctonia solani ; Bas.). Il patogeno provoca la necrosi dei tessuti corticali a livello del colletto causando la morte della G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 584 5/30/18 9:52 AM la lu p A s d A c c a d b A in m to l c a a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini