Pomodoro

di e a la o. ti ti e ti a r e e e nli ane ui a o ue ), e ia e. E- a lti o a P Pomodoro (Lycopersicon lycopersicum) G 585 pianta. Le infezioni sono favorite con l utilizzo di terriccio contaminato, nel quale si conservano per 5-7 anni gli pseudosclerozi. Fattori favorevoli allo sviluppo della malattia sono l eccessiva umidità del terriccio e temperature di 6-22 °C. DIFESA: utilizzare terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; evitare gli eccessi di acqua nel terriccio; ricorrere al trattamento con tolclofos-methyl, thiophanate-methyl, Trichoderma spp. al terreno. v Mosaico* (Poinsettia mosaic virus 5 PnMV; fam. Tymoviridae). Si evidenzia sulle foglie con mosaico, macule o lineature clorotiche a contorni nettamente delimitati, accompagnati da malformazioni della lamina. Anche i fiori si presentano malformati. I sintomi sono evidenti con temperature basse mentre possono mancare del tutto in presenza di temperature elevate. PnMV si trasmette attraverso la propagazione vegetativa di piante infette. DIFESA: propagazione di piante sane. Pomodoro (Lycopersicon lycopersicum) i Afide delle cucurbitacee*** (Aphis gossypii; Rinc. Afid.). L afide infesta la pagina inferiore delle foglie. Oltre a causare deperimenti vegetativi, è temibile in quanto vettore di virus. ®Cetriolo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con neonicotinoidi (imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, thiacloprid), flonicamid, pimetrozine, piretro, piretroidi. Afide verde del pesco*** (Myzus persiae; Rinc. Afid.). Le colonie dell afide infestano la pagina inferiore delle foglie e i fiori, causando deperimenti vegetativi e mancata fecondazione dei fiori infestati. L afide è inoltre pericoloso in quanto vettore di virus. DIFESA: interventi con imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, thiacloprid, flonicamid, pimetrozine, pirimicarb, azadiractina, piretro. G Afide nero della fava** (Aphis fabae; Rinc. Afid.). Gli afidi, di colore nero, invadono la pagina inferiore delle foglie. Le infestazioni sono saltuarie, con popolazioni di gran lunga inferiori a quelle di Myzus persicae e Macrosiphum euphorbiae. DIFESA: come per l afide verde del pesco (M. persicae). Afidone della patata*** (Macrosiphum euphorbiae; Rinc. Afid.). Infesta le colture in serra e in pieno campo, invadendo foglie e fiori. Oltre a causare danni diretti, è vettore di diversi virus. DIFESA: come per l afide verde del pesco. Agrotidi o nottue terricole*** (Agrotis ipsilon, A. segetum; Lepid. Nott.). Le larve sono di colore grigio piombo e vivono interrate alla base delle piante. Con le loro erosioni troncano le piante al colletto o pochi millimetri sopra il livello del terreno. Esse sono temibili all inizio della primavera su piante di recente trapianto o su quelle derivanti da semina diretta e alte una decina di centimetri. Per le caratteristiche morfologiche e gli aspetti biologici ®Barbabietola. DIFESA: intervento con piretroidi alla comparsa dei primi danni. Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum; Rinc. Aleirod.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e produce melata, sulla quale si sviluppa la fumaggine. Maggiormente colpite sono le coltivazioni in serra. ®Cetriolo per i caratteri distintivi dell insetto e per il suo comportamento biologico. DIFESA: ricorso alla lotta biologica attraverso l impiego degli antagonisti Encarsia formosa, Macrolophus caliginosus, Eretmocerus californicus, E. eremicus; utilizzo di trappole cromoattrattive di colore giallo; ricorso a interventi con neonicotinoidi (imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, thialoprid), azadiractina, buprofezin, pyriproxyfen, pimetrozine, ecc. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 585 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini