SEZIONE G

G 586 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Bemisia*** (Bemisia tabaci; Rinc. Aleirod.). Infesta soprattutto le colture in serra del- M le regioni meridionali, causando deperimenti vegetativi. La melata prodotta imbratta foglie e bacche, e consente lo sviluppo della fumaggine. DIFESA: ricorso alla lotta biologica attraverso l impiego degli antagonisti Eretmocerus californicus ed E. eremicus; utilizzo di trappole cromoattrattive di colore giallo; ricorso a interventi con neonicotinoidi (imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, thialoprid), azadiractina, buprofezin, pyriproxyfen, pimetrozine, ecc. m g c Cimice asiatica*** (Halyomorpha halys; Rinc. Pentat.). Infesta le bacche e con le sue punture le rende inidonee al consumo. ®Melo e Pero per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con deltametrina e altri piretroidi alla comparsa delle infestazioni. Cimice verde*** (Nezara viridula; Rinc. Pentat.). La cimice, di colore verde, infesta i pomodori durante l estate e l inizio dell autunno. Punge le bacche causando lesioni necrotiche puntiformi che impediscono la regolare maturazione delle suddette. Le bacche, punte dall insetto, assumono un gusto sgradevole, divenendo incommestibili. Le infestazioni interessano per lo più i bordi delle coltivazioni e le piante ubicate negli orti famigliari. Compie 2 generazioni all anno e sverna allo stato adulto, nascosta in luoghi riparati. DIFESA: interventi con piretrine attivate e piretroidi (es. deltametrina, lambdacialotrina, ciflutrin). Dorifora*** (Leptinotarsa decemlineata; Col. Crisom.). Adulti e larve compiono erosioni fogliari. Le infestazioni sono generalmente occasionali. ®Patata per le caratteristiche morfologiche dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretroidi alla comparsa delle infestazioni. Elateridi*** (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. spu- tato, A. obscurus; Col. Elater.). Le larve (filiformi, gialle e coriacee) compiono erosioni radicali, causando il deperimento e la morte delle piante. ®Barbabietola per i caratteri distintivi degli insetti e per gli aspetti biologici. DIFESA: interrare, al trapianto, geodisinfestanti granulari a base di teflutrin e bifentrin; con attacchi in atto ricorrere alla lavorazione superficiale del terreno interfila per modificare il grado di umidità e indurre le larve ad approfondirsi nel terreno e a interrompere la loro attività. Minatore gigante o nuova tignola del pomodoro* (Keiferia lycopersicella; Lepid. Ge- lech.). Le larve formano ampie mine fogliari, minano il fusto e le ramificazioni e perforano le bacche, preferibilmente nella zona peduncolare. un lepidottero originario del continente americano, rinvenuto in Liguria alla fine del 2008, che poi si è estinto a quanto pare. Gli adulti (7-10 mm di apertura alare e lunghi 5-6 mm) hanno le ali anteriori di colore grigio, con due piccole macchie nere contornate da squame bianche posizionate a metà del campo distale, circa a metà e nella parte distale dell ala. Le ali posteriori sono grigie e con il bordo frangiato. La larva (6-7 mm di lunghezza) è inizialmente di colore verde pallido o rosato, per poi divenire giallo verdastra o grigio verdastra, con la parte dorsale interessata da areole rosate disposte su linee (una dorsale, due dorsolaterali e due laterali). Lo svernamento avviene allo stato di crisalide, nel terreno. Le uova vengono deposte in gruppetti di 2-3 elementi sulle foglie distali della pianta. A 26-27 °C le larve nascono dopo 5 giorni d incubazione e completano lo sviluppo in una decina di giorni per poi incrisalidarsi nel terreno. DIFESA: eventuali interventi come quelli indicati per la Tignola Tuta absoluta. G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 586 5/30/18 9:52 AM M A fo L M n to q s c n n D D d N p s ta n r d c s a la c N r m r fi m a c in N tu tu i g

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini