SEZIONE G

la os; on, e e e i ni ce ti hi a- ni e a ni ri ia e ero o ne li lae o. A a e P Pomodoro (Lycopersicon lycopersicum) G 587 Mosca minatrice della gerbera*** (Liriomyza trifolii; Ditt. Agrom.). Le larve formano mine fogliari serpentiformi. ®Gerbera per le caratteristiche morfologiche dell insetto e gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso a interventi con spinosad e ad altri preparati indicati per Liriomyza huidobrensis. Mosca minatrice delle solanacee e delle cucurbitacee** (Liriomyza bryoniae; Ditt. Agrom.). Su piante giovani e adulte le larve formano mine fogliari lineari e serpentiformi. ®Peperone per gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso agli interventi indicati per Liriomyza huidobrensis. Mosca minatrice sud-americana*** (Liriomyza huidobrensis; Ditt. Agrom.). Le femmi- ne compiono, con l ovopositore, numerose punture di nutrizione sulle foglie e, in seguito, depongono le uova entro i tessuti fogliari, compiendo punture più piccole rispetto a quelle di nutrizione. Le larve (gialle, lunghe a maturità 3-3,5 mm) scavano lunghe mine serpentiformi, all estremità delle quali si impupano. I danni riguardano soprattutto le colture in serra. L adulto (1,7-2,3 mm di lunghezza) è caratterizzato da mesopleure nere nei inferiori e dallo scutello giallo bordato di nero. Il dittero compie diverse generazioni all anno con cicli che, nelle migliori condizioni, richiedono una settimana o poco più. DIFESA: in ambiente protetto ricorso alla lotta biologica con lanci di Dachnusa isaea e D. sibirica; intervento alla comparsa delle punture di ovodeposizione, o alla comparsa delle mine iniziali, impiegando ciromazina, abamectina, lufenuron, azadiractina. G Nottua calcite*** (Chrysodeixis chalcites; Lepid. Nott.). Le larve (di colore verde con punti neri sopra la linea stigmatica chiara, lunghe a maturità circa 35-40 mm) vivono sulla pagina inferiore delle foglie, compiendo erosioni per lo più rotondeggianti e rispettando la sola epidermide superiore, che poi dissecca. I danni si verificano soprattutto nel periodo autunnale e possono proseguire anche in inverno sulle piante poste al riparo dal gelo. Gli adulti hanno le ali anteriodi fondamentalmente brune con due macchie dorate e separate, delle quali una distale, ovale-allungata, e l altra a forma di U. La nottua compie 3 generazioni all anno con voli in maggio-giugno, luglio-agosto e dalla fine di settembre a tutto ottobre. L incrisalidamento avviene sulla pagina inferiore delle foglie, all interno di una rada tessitura sericea di colore bianco. DIFESA: interventi con formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, indoxacarb e altri preparati che agiscono per contatto e ingestione. Nottua gamma o Plusia gamma* (Autographa gamma; Lepid. Nott.). Le larve (di colore verde, assottigliate anteriormente, con il dorso percorso da 6 linee chiare, lunghe a maturità circa 40 mm) compiono erosioni fogliari. Gli adulti hanno ali anteriori brunorossicce e sono caratterizzati da una macchia che imita la g. Le femmine depongono fino a 500 uova, in modo isolato, sulla pagina inferiore delle foglie, sulla quale la larva matura si incrisalida all interno di una bianca tessitura sericea. Compie 3 generazioni all anno e sverna con larve di diversa età o come crisalide. DIFESA: intervento alla comparsa delle larve con l impiego di Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, indoxacarb, azadiractina, piretroidi. Nottua gialla [Helicoverpa (5 Heliothis) armigera; Lepid. Nott.]. Le larve (lunghe a ma- turità 30-40 mm, di colore verde giallastro o bruno, con il dorso percorso da linee longitudinali chiare e scure, mentre i fianchi sono percorsi da due bande sinuose) divorano i fiori, compiono erosioni fogliari e perforano le bacche acerbe e mature per scavare gallerie nel loro interno, causando la cascola delle bacche acerbe e la marcescenza di G02_3_4_Fitopatologia,Entomologia.indd 587 5/30/18 9:52 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini