12. Virus

VIRUS G.1 G 59 12. Virus I virus sono agenti infettivi submicroscopici (dell ordine di grandezza di nanometri 5 nm; 1 nm 5 1029 m), capaci di replicarsi soltanto all interno di specifiche cellule vive e costituiti da una o più molecole di uno solo dei due acidi nucleici (RNA o DNA), racchiuse in un involucro proteico o lipoproteico. Come gli organismi cellulari, i virus possiedono delle informazioni genetiche e vanno soggetti a mutazione con la comparsa di nuove forme (ceppi); tuttavia non possono essere considerati esseri viventi dal momento che mancano dei caratteri tipici delle forme viventi quali un organizzazione cellulare e un proprio metabolismo, ma formano un gruppo a sé nel mondo biologico. I virus svolgono la loro azione patogena deviando l attività degli apparati sintetici delle cellule ospiti verso la produzione dei loro elementi costitutivi, con conseguente alterazione di vari processi metabolici delle cellule (fotosintesi, respirazione, regolazione della crescita, metabolismo degli zuccheri, nutrizione minerale, ecc.), dai quali originano le manifestazioni delle piante alle infezioni virali. Certi virus infettano una o poche specie di piante, altri invece possono infettarne centinaia appartenenti a famiglie diverse, così come ciascuna specie di piante può essere attaccata da più virus. Caratteristici sono i casi dei virus del mosaico del cetriolo (CMV) e dell avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV), ciascuno con un migliaio di piante ospiti appartenenti a oltre 70 famiglie botaniche. G 12.1 Classificazione e nomenclatura dei virus. Il sistema di classificazione dei virus si basa principalmente sulle loro proprietà molecolari e biologiche. Per quanto riguarda le prime, sono di grande importanza la sequenza nucleotidica e le caratteristiche strutturali dell acido nucleico (genoma), come le strategie utilizzate per tradurre le informazioni contenute nel genoma in proteine. Fra le caratteristiche biologiche sono prese in considerazione la gamma di piante ospiti, il modo di trasmissione di un virus da pianta a pianta, ecc. Le categorie fondamentali in cui si riuniscono i virus sono famiglie, generi e specie. A queste si aggiungono alcuni ordini che racchiudono famiglie di virus di piante, di vertebrati, invertebrati e funghi. Riguardo alle specie virali, oltre a quelle ufficialmente riconosciute e definitivamente assegnate a un genere dal Comitato Internazionale per la Tassonomia dei Virus, ve ne sono altre non ancora completamente caratterizzate e provvisoriamente incluse in un genere (dette tentative specie) e altre specie non assegnate ad alcun genere. La denominazione di un virus solitamente deriva dal nome della pianta in cui è stato riscontrato la prima volta e dal sintomo indotto dal virus ritenuto più caratteristico. La designazione ufficiale dei virus è in lingua inglese. Al nome di un virus corrisponde un acronimo che deriva dalle iniziali delle parole in inglese che compongono il nome del virus (es. Cucumber mosaic virus, ossia virus del mosaico del cetriolo 5 CMV). I nomi degli ordini, famiglie e generi terminano rispettivamente con la desinenza virales, viridae e virus : i loro nomi, e quelli delle specie definitivamente incluse in un genere sono scritti in corsivo, mentre quelli delle altre specie virali incluse in un genere in via provvisoria o che non appartengono ad alcun genere sono scritti in caratteri tondi. I virus delle piante, o fitovirus, finora conosciuti sono suddivisi in 99 generi, di cui 89 riuniti in 20 famiglie (Tab. 1.2). In Appendice sono esposte le principali caratteristiche di alcuni generi di virus. G01_2_Fitopatologia.indd 59 5/30/18 9:00 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini